ESCLUSIVA Collovati: “Inter, Icardi gestito male. Non demolite San Siro! Derby? La differenza…”

ESCLUSIVA Collovati: “Inter, Icardi gestito male. Non demolite San Siro! Derby? La differenza…”

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva l’ex difensore nerazzurro

di Marco Macca, @macca_marco
Fulvio Collovati

E’ la settimana più importante della stagione dell’Inter. Prima l’Eintracht, per giocarsi l’accesso ai quarti di finale di Europa League, poi il derby contro il Milan, per decidere una bella fetta del cammino verso la prossima Champions League. Luciano Spalletti e i suoi corrono su un filo sottilissimo. Non cadere nel baratro vorrebbe dire dare una svolta incredibile alla stagione, una spinta fortissima a una squadra che, senza Icardi, si appresta a entrare nel rush finale. Un momento particolare che FCInter1908.it ha deciso di analizzare in esclusiva con l’ex difensore nerazzurro, Fulvio Collovati.

Allora. Azzardiamo troppo se diciamo che, tra Eintracht e derby, questa è la settimana più importante della stagione dell’Inter?
Direi di sì, perché l’Europa League è un obiettivo, inutile dirlo. Il derby, invece, potrebbe significare recuperare o dire addio al terzo posto. E’ una settimana importante soprattutto per la risposta della squadra. Per esempio, Gattuso ha lavorato bene nelle emergenze, è stata la sua vera forza. Ora il problema dell’Inter sono proprio le assenze. Quindi, anche dal punto di vista psicologico è una settimana molto importante. Non decisiva, ma importante sì.

Può pesare a livello mentale il fatto di dover entrare in campo e sopperire a tante assenze in una partita fondamentale come quella di stasera?
No. Le assenze ci sono, ma non condizionano, perché chi entra in campo avendo la possibilità di sostituire i titolari può spingere a dare qualcosa in più. Un conto è dire che manca Cristiano Ronaldo, ma visto che l’Inter Cristiano non ce l’ha, chi entra in campo deve dare qualcosa in più, giocando di squadra e sopperendo alle tante mancanze. Gli uomini di Spalletti hanno già dimostrato di saperlo fare.

Quale potrebbe essere, dunque, la chiave della partita contro l’Eintracht?
Il collettivo. L’Inter deve puntare su questo, c’è poco da dire: mancando chi finalizza e le grandi individualità, col gioco di squadra dovrà sopperire alla mancanza del realizzatore. Mancando Icardi e Lautaro Martinez, è l’unica strada percorribile.

A proposito di derby: per tutta una serie di motivi, il Milan sembra arrivare meglio a questa sfida.
Il Milan sta meglio, perché ha recuperato gli infortunati, perché riposerà di più rispetto all’Inter, che giocherà stasera. Arriverà più rilassato, ma questo non significa vincere il derby. Perché il derby è fatto di motivazioni. Juventus-Atletico Madrid ne è l’esempio lampante: da una parte c’era una squadra che aveva fame e che ha corso per 90′, dall’altra una squadra che sembrava un pugile alle corde.

Lei che ne ha vissuti tanti, da una parte e dall’altra, ci può dire come si vince un derby così importante per la classifica?
Con umiltà, attenzione, coralità, gioco di squadra. Aiutando il compagno quando si trova in difficoltà. Il derby è il derby, c’è equilibrio: la differenza tra Milan e Inter è lieve, lo dice anche la classifica. La differenza la farà la mentalità.

Un suo commento sulla situazione Icardi.
E’ un giocatore che, e non so come, bisogna riportare a giocare fino al termine della stagione. Quindi, presumo che prima o poi rientrerà. Non voglio pensare che non giochi più fino a maggio. Sono situazioni che però segnano la società e lo spogliatoio. Quindi, o cambi 6-7 giocatori o cambi Icardi. Quindi, credo alla fine dell’anno ci sarà una separazione.

Non potremmo definire Icardi un capitano che sta abbandonando la nave proprio quando rischia di affondare?
Non vorrei usare questi termini. Ma è una situazione gestita male da tutti, purtroppo non si doveva arrivare a questi limiti. E’ stata una situazione gestita male: non si può arrivare a un giocatore che in questo momento non è niente. Inutile dire che è infortunato, non esiste al mondo che non giochi da più di un mese. Bisognava trovare un compromesso. Non sono dentro e non posso capire fino in fondo, ma dal di fuori è chiaro che è stata gestita male.

Lo farebbe lo scambio Icardi-Dybala?
Un conto è parlare dello sconto Icardi-Dybala, un conto è dire Icardi mai alla Juventus. Questi sono ragionamenti che non esistono più nel calcio di oggi, anche perché il destino lo decide il giocatore, non la società. Non è più come ai miei tempi, quando il club aveva potere di scelta. Alla fine, oggi diventa solo una questione di soldi, c’è poco da discutere. Dal punto di vista tecnico, sono due giocatori troppo diversi. Bisognerà vedere chi saranno gli allenatori di Juventus e Inter nella prossima stagione, perché potrebbero anche cambiare.

Se fosse nei panni dei dirigenti dell’Inter, continuerebbe con Spalletti anche nella prossima stagione oppure proverebbe a portare a Milano uno come Conte?
Conte ha già dimostrato il suo valore. Se Spalletti raggiunge dei risultati è giusto confermarlo. E’ tutto legato a quello, perché oggi le società di calcio sono delle aziende. Se un allenatore ottiene dei risultati lo si conferma, altrimenti lo si manda via. E’ un discorso indipendente da Spalletti e Conte.

Si aspetta almeno un paio di grandi colpi dai nerazzurri?
La base di partenza è sempre la società e Suning è una società solida, su questo non ci sono dubbi. Con una proprietà come Suning, i tifosi dell’Inter possono solo che essere contenti. Ha sistemato la società, la cosa più importante. L’ingaggio di Marotta va in questa direzione.

Si parla tanto del futuro di San Siro e della sua possibile demolizione. Che effetto le farebbe non poter più vedere raso al suolo uno stadio come il Meazza, dove ha giocato tanti anni?
Mi riempirebbe di tristezza, non ci credo ancora. Mi auguro che, se si dovesse decidere di costruire un altro stadio, almeno una delle due squadre scelga di restare a San Siro. In tutte le grandi città ci sono almeno due stadi. Penso a Londra, che ne ha tanti. Ma è sempre un problema di burocrazia. Mi auguro però che non venga smantellato. E’ la Scala del Calcio, non dimentichiamolo.

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