ESCLUSIVA Pistocchi: “Ricorso Juve? Assurdo, patteggiò per non finire in C2! Icardi? Lo scambierei con…”

ESCLUSIVA Pistocchi: “Ricorso Juve? Assurdo, patteggiò per non finire in C2! Icardi? Lo scambierei con…”

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva il noto giornalista

di Marco Macca, @macca_marco

CONTE

Un viaggio a passo lento, sospeso tra campo e mercato. L’orizzonte Champions che a poco a poco si avvicina, tra un continuo saliscendi che pone tanti interrogativi sul futuro. Dall’altra parte, il futuro. Della panchina, soprattutto. Che suscita domande, riflessioni e incertezze. Ma anche sogni nemmeno troppo celati. Sono giorni sicuramente intensi per l’Inter di Luciano Spalletti. In attesa di giocarsi una buona fetta delle proprie ambizioni Champions lunedì sera a San Siro contro il Chievo Verona, i nerazzurri vivono sospesi e circondati da continue indiscrezioni in vista della prossima stagione. L’attuale tecnico interista in queste ultime tre partite dell’anno si gioca tantissimo, mentre l’ombra di Antonio Conte incombe. Per analizzare in profondità il momento dell’Inter e proiettarci verso il futuro, FCInter1908.it ha contattato in esclusiva il giornalista Maurizio Pistocchi.

Buonasera Maurizio. Allora, come si spiega questo calo dell’Inter nelle ultime giornate? Problema fisico, di gioco o di mentalità?
Spalletti ha cercato di dare all’Inter un’impostazione di gioco molto chiara, e non si può dire che non ci sia riuscito. I numeri parlano chiaro: contro l’Udinese i nerazzurri hanno avuto il 73% di possesso palla e hanno effettuato 21 tiri in porta. Dunque, a mio modo di vedere, il problema non è rappresentato né dall’idea di gioco, né dall’allenatore, ma dalla qualità dei giocatori. C’è stato un calo di rendimento da parte di molti: se togliamo quelli che hanno avuto un rendimento costante per tutto l’anno, come Handanovic, D’Ambrosio, Skriniar, Asamoah (nonostante l’errore contro il PSV sia stato determinante), Brozovic, che è un piccolo lavoro di Spalletti se ripensiamo al giocatore che usciva tra i fischi nella passata stagione e che invece ora è affidabile e sempre dentro la partita, possiamo dire che a mancare sono stati i giocatori dal centrocampo in su: Nainggolan ha fatto pochissime partite e non è stato il Nainggolan che poteva cambiare la stagione dell’Inter. Su di lui era stata impostata la campagna acquisti, e questa è una responsabilità che può essere addebitata a Spalletti, dato che è stato lui a volerlo; Politano è bravino, ma sbaglia quasi sempre la finalizzazione; Perisic ha disputato sei mesi scandalosi, e ora si barcamena fra prestazioni poco convincenti; per Icardi, infine, sappiamo tutti cosa è successo. Dunque, quando sento i tifosi interisti impazienti di cambiare allenatore, mi chiedo se le valutazioni fatte siano poi coerenti con le prestazioni della squadra. Sono i giocatori che incidono. Tradotto: si può anche conoscere lo spartito, ma se l’interpretazione è mediocre, i risultati saranno mediocri.

E’ d’accordo su chi sostiene che la squadra non sia riuscita a fare un salto di qualità dalla scorsa stagione e che terzo posto in campionato sia dovuto soprattutto i molti punti in meno che Roma e Napoli hanno rispetto al 2017-18?
Secondo me l’Inter ha avuto, per larghi tratti della stagione, una squadra qualitativamente inferiore a quella dell’anno scorso. Per il finale di stagione di stagione nel 2017-18 c’erano Cancelo e Rafinha, due che hanno fatto la differenza. Quella di quest’anno non ha avuto Nainggolan. L’altro rinforzo, Politano, è un buon giocatore, ma non è mai stato determinante. Bisogna ripensare a quali erano gli obiettivi stagionali: non è stato raggiunto il passaggio del turno in Champions, ma al momento del sorteggio nessuno dava all’Inter una possibilità. Nel girone c’erano il Tottenham e il Barcellona, semifinaliste di Champions, e il PSV Eindhoven, che sta contendendo all’Ajax il titolo di campione d’Olanda. L’Inter è andata molto vicina alla qualificazione; l’altro obiettivo era il terzo posto in campionato, dato che nessuno poteva pensare che l’Inter fosse più forte del Napoli. Penso, dunque, che gli obiettivi siano stati sostanzialmente raggiunti. Bisogna chiedersi se l’idea di Spalletti sia sufficiente per poter pensare a un futuro vincente. E qui si aprono degli interrogativi seri: io sono convinto che questa squadra sia a buon punto, ma abbia bisogno di 4 acquisti importanti: una prima punta, uno dei due esterni, un centrocampista centrale e un difensore esterno. Con questi rinforzi, la squadra può diventare competitiva per il titolo e pensare di fare un percorso diverso in Champions. I 4 acquisti non devono essere per forza costosissimi, ma bisogna essere bravi a sceglierli. Negli ultimi anni, il Barcellona ha speso 350 mln di euro per giocatori ora molto importanti. L’Inter ne ha spesi 330 milioni per giocatori che ancora non hanno lasciato il segno. Questo è da evitare. Ci sono giocatori bravi sia in Italia che all’estero. E’ tutto nelle mani di Marotta e Ausilio, a prescindere da chi sarà l’allenatore.

E proprio a proposito del prossimo allenatore, discute molto del futuro della panchina nerazzurra. Lei andrebbe avanti con Spalletti?
Il discorso è molto semplice: Conte costa 80 milioni, tra ingaggio, staff ed esonero di Spalletti. Investirei quei soldi per due giocatori da 40 milioni. Perché sono convinto che l’idea di calcio di Spalletti e il lavoro che lui ha fatto sia da giudicare positivamente. Ha valorizzato giocatori discussi come Brozovic, D’Ambrosio e Vecino. E lo stesso Lautaro, al primo anno in Italia, con tutte le difficoltà del caso, ha fatto bene. L’unica problematica è stata con Icardi, e non è stata legata a problemi con l’allenatore, ma con il resto della squadra, di fronte a cui il tecnico può fare ben poco. Cosa poteva fare di diverso Spalletti? Un allenatore avrebbe potuto sbracare. Probabilmente si è trovato a dover scegliere tra il singolo e il gruppo, e ha scelto quest’ultimo, come logico.

Già un paio di mesi fa ci disse che Conte (LEGGI QUI) era entrato in contatto con l’Inter e che addirittura la scelta di Marotta era stata fatta con l’avallo dell’ex ct. Possiamo davvero dire che Conte sarà il prossimo allenatore nerazzurro?
Il discorso è chiaro e si evince anche dall’intervista di Conte alla Gazzetta. L’ex ct ha la porta dell’Inter aperta, ma spera di tornare alla Juventus. E questo lo mette già in una condizione non semplicissima: lui deve essere innanzitutto convinto della sua scelta. E’ un buon allenatore e lo ha fatto vedere, anche se non adoro la sua idea di calcio. Ha comunque ottenuto dei risultati e avrebbe un’Inter già praticamente fatta e competitiva. La domanda da farsi è: Conte è veramente convinto di questa scelta? Eventualmente, sarebbe comunque una decisione che lo metterebbe di fronte a dei problemi, dato che arriva dalla Juventus e il tifoso interista non dimentica. Ci sarebbe subito il paragone con Lippi e lui avrà il dovere di partire subito forte, per non essere subito contestato. Il tifoso dell’Inter ha un difetto: non ha pazienza dal punto di vista dei risultati, anche se servirebbe un po’ di tempo. E’ una scelta rischiosa: mentre Spalletti arrivava dalla Roma, che non ha mai avuto una grandissima rivalità con i nerazzurri, Conte arriverebbe dalla Juventus. La gente ha memoria e ricorda i festeggiamenti del 2002.

Sembra che quella di Conte sia un’idea portata avanti soprattutto da Marotta. Non appoggiare le sue intenzioni, secondo lei, non sarebbe, da parte della proprietà un clamoroso autogol a pochi mesi dall’ingaggio del nuovo amministratore delegato?
I dirigenti devono lavorare nell’interesse della società e le loro condizioni devono essere sempre sottoposte al vaglio del proprietario dell’azienda. Abbiamo parlato dei costi dell’operazione Conte. Marotta deve chiedersi: quegli 80 milioni sono ben spesi? Se Marotta è convinto che Conte possa inaugurare un ciclo vincente, deve spingere e convincere Zhang. Quella di Conte è stata un’intervista in cui l’ex ct ha dichiarato la sua juventinità dalla prima all’ultima riga. Un’intervista fatta al momento giusto, dato che sa che Agnelli non ha ancora deciso se confermare o meno Allegri. Ha fatto capire di essere disponibile a tornare. E’ questo il grande limite della situazione. Conte deve essere convinto al 100% che la scelta di andare all’Inter è giusta per se e per la squadra, altrimenti sarebbe molto complicata. L’Inter non è nelle condizioni di poter sbagliare.

Molti sostengono che l’eventuale conferma di Spalletti per ragioni economiche sarebbe una delegittimazione in partenza per l’attuale allenatore. C’è il rischio di partire nella prossima stagione con un tecnico “non voluto” fino in fondo…
E’ correttissimo. In questo senso, la società fin qui si è mossa molto bene, dato che Marotta non ha perso occasione per mostrare sostegno a Spalletti. All’esterno questo messaggio non è trapelato. Diverso potrebbe essere il discorso all’interno dello spogliatoio: i giocatori sanno tutto, prima di tutti. Se si rendono conto che l’allenatore è stato confermato che puramente per ragioni economiche, questo può diventare un grosso problema, soprattutto nella gestione della quotidianità. Non dimentichiamo, però, che Spalletti è rimasto tre anni in Russia, da dove altri allenatori italiani dopo tre mesi volevano andar via. Spalletti è uno che, come dice Simeone, ha “huevos”. Non è “mollo”, come direbbe Malesani.

L’acquisto di Godin è ormai stato completato e quello di Danilo è prossimo. Di certo, sono due giocatori che sarebbero graditi anche a Conte…
Sono due giocatori che vanno benissimo per entrambi gli allenatori. Forti, fisici. Credo che il terzo sarà Barella, che andrà bene per entrambi.

 LEGGI LA PARTE DELL’INTERVISTA SU ICARDI NELLA SECONDA SCHEDA

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