Inter, il faccia a faccia Icardi-Spalletti “è andato malissimo. Marotta farà rivoluzione che…”

Inter, il faccia a faccia Icardi-Spalletti “è andato malissimo. Marotta farà rivoluzione che…”

Mauro Icardi e l’Inter non si sono riavvicinati, tutt’altro: il vertice di ieri è andato molto male

di Redazione1908

Mauro Icardi e l’Inter hanno dato vita ad un riavvicinamento? Assolutamente no. E’ quanto racconta Fabrizio Biasin nel suo editoriale per TMW, svelando l’esito pessimo del vertice tra l’attaccante e Luciano Spalletti: “È stato il giorno di Icardi che mette like a una foto di Cancelo: la cosa in sé non significa nulla, ma di sicuro non andava fatta. Basta social, basta messaggi, basta tutto. Bisognava evitare, lui come tutti quelli che sono coinvolti in questa tristissima faccenda. Il rapporto tra Icardi e Spalletti è irrecuperabile, inutile fare giri di parole: ognuno ha le sue responsabilità, ma il dato di fatto è che il tecnico ha preferito puntare su un altro leader e Icardi non ha accettato questa cosa. Ieri ad Appiano i due si sono “parlati”, ma non è stato un discorso tra amici o persone che intendono recuperare un rapporto, tutt’altro”.

MOSSA ZHANG“L’ultimo tentativo è nelle mani di Marotta e del presidente Zhang, ma è molto difficile immaginare qualsivoglia genere di pace né, ormai, ha senso parlare di fascia da capitano. Icardi vorrebbe che si chiarisse pubblicamente quel che è successo e cosa gli è stato detto il giorno in cui è stato degradato, ma ormai avrebbe poco senso e non si farebbe altro che mettere in piazza cose che non dovevano finire in piazza (ripetiamo: colpa di tutti)”.

RIVOLUZIONE MAROTTA “Inutile parlare anche di futuro: nessuno può sapere che fine farà Icardi perché non lo sa neppure lui, né ci sta pensando. Di sicuro non era l’epilogo che si immaginava, di sicuro in questa storia pochissimi stanno mettendo al centro quello che dovrebbe essere il bene principale, se non unico: l’Inter.
Al resto penserà Marotta, deciso a far partire una rivoluzione che impedisca di tornare a vivere situazioni come questa. Prima c’è da conquistare un posto in Champions, nella speranza che si smetta di svilire il nerazzurro e tutti (ma proprio tutti) decidano di mettere il club davanti ad ogni singolo interesse personale”.

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