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La nefasta profezia di Spalletti e il peccato che ha condannato l’Inter. C’è un aspetto positivo

L'analisi all'indomani di Inter-Eintracht

Daniele Vitiello

Le sensazioni non erano delle migliori e lo si era capito già dall'espressione stampata sul volto di Luciano Spalletti all'arrivo allo stadio dell'Inter, incerottata e ridotta al midollo per il match di ritorno degli ottavi di finale di ieri sera contro l'Eintracht di Francoforte. Inutile sottolineare ulteriormente i motivi delle defezioni dei diversi calciatori assenti, la cui indisponibilità ha sicuramente gravato sul bilancio di una gara che però poteva essere gestita molto meglio, soprattutto dal punto di vista del carattere. Non solo l'approccio sbagliato, infatti, ma anche l'incapacità di reagire allo schiaffo iniziale, arrivato dopo lo sciagurato errore di De Vrij, uno dei migliori di quest'anno probabilmente, vittima di un'amnesia pagata a caro prezzo. Una squadra, insomma, che dall'alba al tramonto della sfida ha sfoderato una prova riassumibile nell'espressione mostrata dal proprio tecnico.

NON E' POSSIBILE - Non riuscire a segnare lo straccio di una rete in oltre 180' di gioco alla quinta classificata in Bundesliga è peccato mortale che racchiude le responsabilità di una gestione tecnica che non può fermarsi ai numerosi alibi, ma che forse con una dose ingente di coraggio in più, avrebbe dovuto cercare una soluzione per dare vigore ad una manovra sterile e decisamente prevedibile. Nel calderone non mancano le responsabilità di coloro che sono scesi in campo con una mente non adeguatamente sgombra da fantasmi e insidie, come invece prevederebbe il protocollo per una squadra che lotta - almeno così dovrebbe essere - per saltare al di là del recinto della mediocrità che l'ha ospitata troppo spesso negli ultimi anni.

LUCE IN FONDO AL TUNNEL? - Ciò che almeno dà un pizzico di fiducia nel futuro prossimo è l'occasione servita su un piatto d'oro dal calendario, che mette il Milan di Gattuso sulla strada dell'Inter, che domenica tornerà almeno a contare sugli esclusi dalla lista europea, oltre a Brozovic e LautaroMartinez, sperando di poter contare anche su un Keita Balde un po' più esplosivo, probabilmente a gara in corso e in un ruolo a lui più congeniale. Rialzarsi in fretta, nella stracittadina probabilmente più sentita degli ultimi anni, è una chance da non sciupare per nulla al mondo. Chi ama l'Inter e si è sacrificato in queste settimane, tra acciacchi fisici e sacrifici tattici, lo sa. E gli assenti ingiustificati?

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