L’Inter e la crisi che tanti sognano. Mercato: parliamo chiaro. Suning, c’è posta per te

L’Inter e la crisi che tanti sognano. Mercato: parliamo chiaro. Suning, c’è posta per te

L’editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: dal mercato dell’Inter ai progetti di Suning

di Alfio Musmarra, @IlMusmy

Se in estate mi avessero detto che a fine dicembre l’Inter sarebbe stata a soli due punti in classifica dalla capolista avrei firmato col sangue, ancor di più se mi avessero aggiunto come postilla che in tutti questi mesi la squadra avrebbe perso solo una volta, anzi due considerate anche le amichevoli estive. Eppur c’è chi ha azzardato nei titoli la parola ‘crisi’. Sono in tanti ad augurarsi che la squadra precipiti nel girone di ritorno bissando la stagione di Mancini scordando che quella squadra arrivò quarta, che oggi significherebbe quarto posto e quindi obiettivo centrato. ( anche qui oggi firmerei di corsa). Poi è evidente che nessuno avrebbe mai ipotizzato tanta difficoltà col Pordenone, così come nessuno avrebbe immaginato di perdere in casa contro l’Udinese, ma un passo falso può capitare, soprattutto se serve a rimettere il gruppo sulla strada giusta. Del resto la sconfitta casalinga contro la squadra di Oddo arriva dopo un primo tempo giocato a ritmi elevatissimi dove i padroni di casa avrebbero dovuto capitalizzare l’enorme mole di gioco espressa, se non segni e commetti anche due errori grossolani in difesa è normale non vincere e addirittura perdere. Sarebbe deleterio non ammettere che il secondo tempo non è stato all’altezza di una squadra che fino ad oggi ha dimostrato di meritare le zone alte della classifica, perché se c’è uno scadimento di forma di alcuni giocatori determinanti, si fa fatica. Perisic è uno di questi ed il problema della panchina corta torna prepotentemente alla ribalta. Non c’è in rosa un elemento che possa giocare al suo posto, chiunque è adattato e non potrà certamente rendere come e quanto il croato.

LA PANCHINA E IL MERCATO – Del resto era arcinoto che la panchina fosse risicata, la speranza è che Spalletti riesca a trovare delle alternative tattiche che possano far rendere anche chi fino ad oggi è stato poco impiegato. Perché ci sta che qualcuno non sia contentissimo: Cancelo e Joao Mario hanno l’obiettivo del Mondiale, a nessuno piace stare in panchina figurarsi dover perdere la competizione con la propria nazionale per scarso impiego nel proprio club. Ma tocca in primis a loro dimostrare di meritare il posto in squadra, perché hanno tutto per guadagnarsi il posto da titolare, devono semplicemente dimostrare sul campo il proprio valore. Perché l’idea del club non è quella di accontentarli e di conseguenza bisognerà trovare un punto d’incontro. Purtroppo sarà anche questo di gennaio un mercato complicato: scordatevi i top player, per quelli servirà tempo, a dispetto dei proclama di Suning. Perché la parola d’ordine è: autofinanziamento e da lì non si scappa. Di conseguenza Sabatini ed Ausilio potranno lavorare solamente su scambi o prestiti. Ed i nomi di Pastore e Mkhitaryan sono tanto realistici quanto complicati perché i rispettivi club non li danno in prestito ed hanno degli ingaggi da rimodulare.

LE PAROLE DI SPALLETTI – Sono giorni che Spalletti ribadisce che sul mercato non devono essere Sabatini o Ausilio a parlare, ma la proprietà. Qualcuno lo ha interpretato come un attacco ai dirigenti nerazzurri, quando in realtà il messaggio del tecnico era ed è diretto alla proprietà: dev’essere Suning a stabilire le direttive in maniera chiara ed inequivocabile, da un lato per evitare gli errori di quest’estate, dall’altro per non destabilizzare un gruppo che fino ad oggi ha fatto cose egregie. È chiaro che leggere sui giornali tanti nomi può destabilizzare l’ambiente e questa è l’ultima cosa che vuole Spalletti. I paletti del FFP restano fortemente limitativi, a patto che non si trovi un modo per far lievitare i ricavi che sono sensibilmente aumentati nonostante la mancata partecipazione in Champions sistematica degli ultimi anni. Sarà difficile trovare un equilibrio stabile perché per fare un salto di qualità nei conti serve una partecipazione costante nella massima competizione europea ed in questo senso la proprietà cinese dovrà trovare un modo per migliorare la base economica che poi possa essere girata sul mercato. Perché altrimenti si rischia di entrare in un circolo vizioso dal quale difficilmente si potrà uscire.

IL MERCATO DEL FUTURO – Di sicuro non sono alle viste grandi investimenti sul mercato invernale ma anche estivo.  Le cose sono molto chiare ed è giusto che la stessa chiarezza venga utilizzata con i tifosi.  I vari Verdi, Barella e Cristante sono nomi appetibili, seguiti, ma per il mercato estivo. Per gennaio la società sta cercando di anticipare per la difesa l’arrivo di Bastoni che era già stato concordato per giugno. I rapporti con i bergamaschi sono ottimi, ed in questo senso si sta cercando di comune accordo una soluzione che accontenti tutti. I tifosi stiano tranquilli perché la società è coesa come non mai, Sabatini, Ausilio, Spalletti e Zanetti formano un blocco unico: la squadra c’è e servirebbe qualche innesto per puntellarla in vista di un girone di ritorno di ferro. Suning fino ad oggi ha lavorato a 360° per rendere solido un club dissestato ma la strada è ancora molto lunga da perseguire. L’hastag  ‘#senzatragua’ coniato da Spalletti offre la fotografia della situazione nerazzurra. Bisogna tenerla bene davanti agli occhi e non perderla mai di vista.

Buon Natale

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