Moriero: “Inter, non puoi fare a meno di Karamoh. Fa bene al calcio e con Spalletti…”

Moriero: “Inter, non puoi fare a meno di Karamoh. Fa bene al calcio e con Spalletti…”

L’ex esterno nerazzurro ha parlato del giovane francese che ha deciso la sfida con il Bologna

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Col Bologna, i tifosi nerazzurri hanno potuto apprezzare il numero 17 Yann Karamoh. Un altro numero 17, del passato dell’Inter, ha esultato per la prodezza del giovane francese; si tratta di Francesco Moriero, esterno ai tempi di Ronaldo e Recoba. Queste le sue parole a La Gazzetta dello Sport: «Finalmente mi sono divertito, era un po’ di tempo che non mi capitava di aver così voglia di rivedere una partita. Karamoh mi diverte, ha grandi qualità, rivedo in lui qualcosa di me. Mi assomiglia per la spregiudicatezza, per la spavalderia con la quale affronta gli avversari, li punta e li salta. L’Inter ha bisogno di giocatori come lui. Quella maglia pesa, ma il calcio è divertimento e uno come Karamoh fa bene al calcio. Il Meazza non lo ha spaventato, non ha avuto paura e si è visto».

ESTERNI – «Noi ali vecchio stampo siamo fatti così. Seguiamo l’istinto. Una volta a noi tornanti veniva chiesto di fare tutta la fascia, dalla bandierina alla bandierina. Non scorderò mai che fu Carlo Mazzone ad aiutarmi con la tattica per migliorare il mio sostegno alla squadra. Ora il calcio è cambiato. E comunque con Spalletti siamo certi che Karamoh migliorerà anche in questo. Luciano è un grandissimo allenatore, fa crescere i giocatori sotto l’aspetto mentale e tattico. E poi vorrei dire una cosa: saranno gli avversari a temere Karamoh, a pensarci due volte prima di andare a sfidare l’Inter su quella fascia. Perché sapranno che lui ha qualità e corsa per arrivare fino in fondo».

FIDUCIA – «Tutto vero, però non spezziamogli le ali. Io sono per la meritocrazia e se lo merita è giusto che giochi. Gli darei ancora fiducia, non si può rinunciare a uno come lui. Dopo tantissimo tempo mi sono ritrovato il giorno dopo di una partita a parlare di dribbling e spunti individuali e non di tattica. In Italia si discute troppo su questo argomento e poco delle giocate individuali. Il Meazza ha bisogno di trovate del genere».

CONFRONTO «Io ero forse più “scattante”, lui ha sicuramente più forza di quanta ne avessi io. Dopo il gol di domenica avrebbe meritato una “lustrata” alla scarpa sinistra. Il gol è il riassunto del puro istinto: scambio con Rafinha, dribbling e tiro con il sinistro, non il suo piede. Lì non ci pensi, ci provi e basta. Il mio primo gol in campionato con l’Inter lo segnai alla Fiorentina al Meazza: Zamorano mi lancia in profondità, controllo e salto l’uomo, poi calcio in diagonale, ma non ho pensato, ho tirato. O la cavalcata di Piacenza: ho seguito l’istinto».

INTER“Dove arriverà? Tra le prime quattro, in Champions. Spalletti sta gestendo gli alti e i bassi che una stagione ti presenta. Con equilibrio”. 

 

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