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Ranocchia non è mossa alla Mourinho: c’è enorme differenza. Spalletti continua a ignorare…

Ancora una volta, Luciano Spalletti ha affidato ad Andrea Ranocchia le chance di rimonta dell'Inter

Redazione1908

“Tifo per una squadra da favola, in cui al centro dell’attacco dopo nove anni il Principe si è trasformato in Ranocchia”. La simpatica battuta è di Enrico Mentana, che in questa arguta freddura riesce anche a trovare parte di verità. L’Inter è passata da Milito a Ranocchia, questo il sunto, ovviamente estremizzato, una mossa che l’ambiente nerazzurro inizia a non digerire. Spalletti lo aveva già fatto contro il Bologna e si è ripetuto ieri sera contro il Cagliari: a mali estremi estremi rimedi, che però non trovano approvazione né da parte della stampa né da parte della critica. Per la seconda volta, con l’Inter in svantaggio e nel tentativo di recuperare il risultato con un forcing finale, dalla panchina si è alzato Andrea Ranocchia al posto di un attaccante.

Non è una mossa inusuale, lo faceva anche Mourinho, è vero, ma quando serviva una quarta o una quinta punta, non certo quando ne serviva una in supporto al centravanti. Spalletti prova a spiegarsi: “Ognuno a questa cosa darà il taglio che vorrà, ma mi servivano le caratteristiche di Ranocchia”. L’Inter necessitava di centimetri per creare confusione e sfruttare le palle lunghe, ma Spalletti si ostina a cercare queste qualità in Andrea Ranocchia. Certo, in un periodo in cui gli attaccanti scarseggiano (Keita e Icardi sono fuori dai giochi), il tecnico toscano non ha molte altre scelte, ma è altrettanto vero che rischiare a volte paga e lui questo sembra non averlo capito.

In occasione della sfida contro il Bologna, tra gli aggregati alla prima squadra c’era Salcedo, contro il Cagliari era toccato a Colidio. Entrambi avrebbero potuto esordire, non è accaduto a nessuno dei due, che dalla panchina hanno invece osservato Andrea Ranocchia. L’anno scorso, invece, tra gli aggregati alla prima squadra c’era stato un certo Zaniolo, che ha abbracciato lo stesso destino di Colidio e Salcedo: anche per lui zero minuti. Segnale abbastanza evidente di come Spalletti non ami affidarsi ai giovani, anche se validi. Ranocchia ha dalla sua l’esperienza, che però in certi casi viene azzerata in favore della sfrontatezza. Nei minuti finali può accadere qualsiasi cosa, chiedetelo a Nello Russo. Nella peggiore delle ipotesi la partita non cambierebbe (ma quello non è accaduto e difficilmente accadrà con Ranocchia), tanto vale valorizzare un prodotto del vivaio.

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