BASTARDI.

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“Fa parte del gioco. Non facciamo un caso di una cosa che non esiste.” Questa la dichiarazione di Chiellini dopo la partita Juventus-Udinese, la partita che verrà ricordata per lo spettacolo choc della tifoseria bianconera. Come lui tanti altri si sono cimentati in fatiscenti giustificazioni di un sistema, che alla fine accetta questo e tanto altro. Fa niente che nel mirino ci sia un ragazzo giovane, che non può, al di là di qualsiasi opinione, rappresentare il nemico numero 1. Un odio profondo quello che ha spinto i tanti, tantissimi sostenitori bianconeri (i cori erano forti e chiari, smettiamola di dire che si trattava di una manciata di ultras!) a distogliere l’attenzione da quello che stava succedendo in campo (e da questo punto di vista come non capirli), per concentrarla su Mario Balotelli. In tanti anni di campioni disprezzati per un atteggiamento, un gesto o una dichiarazione mai si era visto tanto accanimento. Non è una questione di pelle, dicono tutti. E allora di che cosa cavolo stiamo parlando? Zittire una curva che ti fischia sin dal riscaldamento pre-partita è la reazione minima che ci si può aspettare. Ancora non si è capito che cosa di Balotelli dia così fastidio al punto da portare stimati giornalisti a dichiarare che Mario deve maturare, che ha degli atteggiamenti irritanti e che provoca. Quindi si merita tutto questo. Ieri Mario in campo non c’era neanche. Eppure Se saltelli, muore Balotelli cantavano ieri gli juventini, incuranti di essere lì per assistere ad una partita di calcio. A nulla sono serviti i plurimi interventi dello speaker. Men che meno sapere che ieri l’Unesco aveva promosso una giornata contro il razzismo. Ma anche davanti all’evidenza c’è chi trova una risposta all’impensabile. E siamo di nuovo tutti lì a guardare immobili, senza muovere un dito. Non ci saranno squalifiche per l’episodio di ieri, ne siamo certi. Che cosa ci dobbiamo aspettare per il derby d’Italia? Ieri sera a Controcampo Mughini non ha usato mezzi termini per definire quei sostenitori bianconeri. Bastardi, li ha chiamati con rabbia. Una rabbia che sa di sconfitta e di provvedimenti che si dovrebbero prendere, ma che come al solito non si prenderanno. Se tutto ciò fa veramente parte del gioco, come dice Chiellini, noi non vogliamo giocare. Non più. Bastardi!

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