CASSANATO! FUORI I “BRAVI RAGAZZI” DALLA NAZIONALE…

CASSANATO! FUORI I “BRAVI RAGAZZI” DALLA NAZIONALE…

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Lippi ha emesso (se ce ne era bisogno) una sentenza definitiva e immutabile sul caso Cassano. Tormentone archiviato. Se per tutti gli altri giocatori (anche quelli ad oggi non italiani come Amauri o autoesclusi dalla nazionale come Totti) c’è ampio margine per dimostrare di poter vestire la casacca azzurra, per il terribile Antonio no. Che pensi al suo matrimonio e in Sudafrica ci vada in viaggio di nozze. Questo è il messaggio che arriva dall’ultima intervista di Marcello Lippi all’Espresso. Di Cassano, invece, è da poco uscito un libretto di (aforismi) 364 cassanate, che se non altro mettono allegria. Ne abbiamo scelte alcune da far leggere a Lippi nell’ambito di una complessa operazione simpatia. E naturalmente per fargli cambiare idea…

CASSANATA N.5: Non ho mai avuto bisogno di sembrare elegante. Me ne fotto della classe. L’unica classe che mi interessa è quella da mostrare in campo.
Potrebbe essere un buon metro di valutazione per le convocazioni. La classe. Quella che ti delizia, anche se poi non vinci. Quella che ti dimostra che guardare 22 giocatori correre dietro ad una palla non è da malati di mente. Cassano di classe ne ha, ma non è l’unico. Provate a pensare alle accelerazioni di Balotelli, per esempio… NUOVO TORMENTONE CERCASI!
CASSANATA N.9: A pallone si gioca. Se non ti diverti, lascia perdere.
Una delle critiche più frequenti alla nazionale di Lippi è che non diverte. Non solo, a volte è proprio noiosa. Abbiamo già capito che Lippi del parere degli altri se ne infischia, ma cosa sarebbe il calcio senza gli spettatori?
CASSANATA N.12: Nella vita ho fatto tante cazzate. Una sera mi sono messo a contarle. Non tenevo più il conto. Mi sono addormentato. Mettersi a contarle, in effetti, era un’altra cazzata.
Evviva la sincerità! Dopo aver rotto bandierine, litigato con chiunque e minacciato l’arbitro di turno di finire la discussione con una bella rissa, Cassano (l’amore fa miracoli!) non dimentica nulla e riconosce di avere avuto spesso torto. Qualcuno la chiama onestà intellettuale. E lei signor Lippi, come la definirebbe?
CASSANATA N.136: Un grande arbitro parla con i giocatori e accetta l’idea di poter sbagliare.
Alla base di tutto c’è il rispetto. Per chi esprime un’opinione e la sostiene con le proprie ragioni. E quando sbaglia lo ammette. Lippi finora non solo non ha dato spiegazioni della non convocazione di Cassano, ma si ostina a non volerne parlare e discutere, glissando il problema. Caro Lippi, solo gli stupidi non cambiano idea. E’ ancora in tempo!
CASSANATA N.149: C’è una sola cosa più sacra dell’inno nazionale. La maglia della Nazionale.
Forse questa è sempre stata l’unica certezza nell’irrequieto talento barese. L’unica per la quale avrebbe sacrificato tutto. L’unica per la quale si è piegato a giocare da terzino (ai tempi di Donandoni). L’unica cosa che lo fa tornare un bambino desideroso di fare bene. A volte anche le motivazioni giuste possono fare la differenza. E prima di aprire le porte a tutti, una riflessione su Antonio andrebbe fatta. La giriamo a Lippi. Se alla fine non dovesse portarsi in Sudafrica Antonio, almeno si porti il suo libro. Potrebbe sempre apprendere qualcosa di nuovo…

“Le mattine non servono a niente” 364 cassanate in forma di aforisma per vivere un anno da fantasista (Rizzoli)

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