CHIAMATELO PURE STRAORDIMARIO

CHIAMATELO PURE STRAORDIMARIO

Se nella decima giornata di campionato l’Inter domina in lungo e in largo il Palermo dell’ex amatissimo Walter Zenga e chiude la prima frazione di gioco sul 4 a 0 il merito possiamo affermarlo con tutta tranquillità e di Mario Balotelli. Il ragazzo con la maglia numero 45 ammirato a San Siro è la sintesi del Campione sotto tutti i punti di vista; carattere e sfrontatezza, croce e delizia del suo tecnico, assoli e giocate per la squadra, un calciatore completo di tutto, anche di quel piglio di irriverenza e forse di immaturità che lo porta a discutere con il suo compagno di reparto Samel Eto’o. Minuto 7, Mario entra in area del Palermo e comincia “a mettere le giostre” che mandano in crisi l’intera difesa rosanero, ci provano in 4 a fermarlo, ma Mario, il campione, li fa fuori tutti per poi essere atterrato con le solite maniere brusche, di quelle che si usano per fermare i fuoriclasse. Questa è la prima parte; la seconda, quella che vede protagonista Mario, il ragazzo immaturo, si verifica nell’immediato, dopo essersi guadagnato il calcio di rigore, Mario pretende di calciarlo, contravvenendo a quelle che sono le consegne dello Special One. Mario, l’irriverente, aspetta che Eto’ posizioni la palla sul dischetto per “chiedere” nuovamente e con insistenza, di calciare il penalty, ma il camerunense non ci sente, allora Mario, l’irritato, si allontana dall’area, catalizzando tutta l’attenzione su di se. Eto’o realizza e Mario rientra verso la sua metà campo, testa bassa, senza esultare con il compagno di reparto, cosa che accadrà pochissimi istanti dopo, quando il campione africano, svariate coppe in bacheca, si dirige verso il talento italiano, sancendo la tregua con un politico ma appassionato abbraccio. Mario si scioglie e continua a dispensare perle per tutta la prima frazione di gioco. Due gol, un assist e un rigore procurato…chiamatelo presuntuoso, chiamatelo arrogante, chiamatelo immaturo, chiamatelo come vi pare, il modo per non sbagliare è chiamarlo STRORDIMARIO. Lippi, che ne dici di dare uno sguardo in casa nerazzurra?

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