CI RISIAMO, DOPO IL DANNO LA BEFFA

CI RISIAMO, DOPO IL DANNO LA BEFFA

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Vinci 3-1 a Bologna, sei al 91’, il guardalinee sbaglia ad assegnare una rimessa laterale a metà campo e tu, il miglior terzino destro del mondo, cosa fai? Ovvio: lo insulti mandandolo a “quel paese” finché lui non richiama l’attenzione dell’arbitro e ti fa buttare fuori. Bella favola. Ma in realtà non è andata così. E, come al solito, c’è già chi pregusta uno Juventus-Inter senza Maicon. Eh già, perché in questi casi il rosso diretto può costare anche due giornate, seppur in tal senso il regolamento non sia chiarissimo.

RICOSTRUZIONE DEI FATTI. Questo quanto accaduto ieri sera al Dall’Ara di Bologna. Nel primo dei tre minuti di recupero, Maicon va a contendere un pallone nella metà campo rossoblu a Lanna. Il bolognese è l’ultimo a toccare la sfera, che finisce fuori. Ayroldi, guardalinee di professione, sbaglia e concede la rimessa in favore dei padroni di casa. A questo punto il terzino nerazzurro protesta, ma senza eccedere, mentre Ayroldi, con supponenza irritante, gli indica di andare via. Maicon richiama l’attenzione di Ayroldi e, quando l’assistente dell’arbitro lo degna di uno sguardo, pronuncia due volte la frase: “Vai tu! Vai tu!”. Ed è qui che succede il patatrac: Ayroldi capisce male (o vuole capir male) e richiama Rosetti, comunicandogli di espellere Maicon per insulti. Il brasiliano resta allibito, fa una smorfia al guardalinee, mentre questi si permette anche il lusso di agitare la mano in segno di: “Vai fuori, vai!”. Non c’è che dire: il delitto perfetto.

LA VERSIONE DELLA SOCIETÀ. A fine gara, ovviamente, sono partite le proteste della panchina interista. Su tutti Lele Oriali, che ha fatto sentire la propria voce. E pare che a fine partita la società abbia chiarito l’accaduto, confermando quanto già dimostrato dalle immagini. Quello che vien fuori dalla bocca di Maicon non è affatto un “Vaffan..lo! Vaffan..lo!”, ma una semplicissima replica all’arroganza di Ayoldi.

CI RISIAMO. Non è la prima volta che Maicon subisce torti di questo tipo a ridosso di sfide di cartello. Tre anni fa, ad esempio, fu espulso a Livorno prima del derby di ritorno per aver scalciato un avversario a terra (ma in realtà il gioco non era fermo e il livornese copriva palla fallosamente con gioco da terra). E, come all solito, è partito ben presto l’indice accusatorio di quasi tutti i media nazionali contro il brasiliano. Il trucchetto è sempre il solito: portare il fatto in evidenza, sviscerarlo in maniera non obiettiva e darlo in pasto al giudice sportivo. Che, al solito, non vorrà deludere la sterminata massa degli antiinteristi e provvederà a squlificare Maicon con il massimo della pena. Ma ormai ci abbiam fatto l’abitudine. Come dimenticare, infatti, le singolari squalifiche comminate ad Adriano (simulazione con la Roma e buffetto con la Sampdoria), Samuel (in Supercoppa con la Juventus) o i cartellini rossi ad Ibrahimovic per aver allontanato il pallone (Parma e Lazio). Tutti provvedimenti che, casualmente, vengono applicati con rigore scientifico solamente verso i colori nerazzurri. E chissenefrega se poi Diego (in Atalanta-Juve) manda mille volte a “quel paese” l’arbitro proprio sotto il suo naso, oppure se Inzaghi (derby di ritorno dello scorso anno) inveisce come un dannato verso il guardalinee. E, tanto per non andare troppo lontani, pure nel Bologna-Inter di ieri, ad inizio ripresa, un bolognese ha più volte insultato il guuardalinee Calcagno per una segnalazione a suo dire errata. Ma vuoi mettere mandar fuori Maicon e costringerlo a saltare Fiorentina e Juventus?
 

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