La Juventus e la vera domanda che dovremmo farci

La Juventus e la vera domanda che dovremmo farci

di Sabine Bertagna, @SBertagna

C’è una domanda che nell’universo calcistico ha perso completamente di valore. È la fatidica domandona sul numero di scudetti vinti, che viene posta con una tenacia inquietante. Quasi non si conoscesse già la risposta. È diventata una domanda inutile, che prima ancora di sentire la risposta ne depaupera il senso. Chiedere quanti scudetti abbia la Juventus non ha più alcun valore giornalistico. Esiste una risposta talmente ovvia che nessuno dovrebbe sentirsi in dovere di chiedere alcunché. Lo si fa per amore della polemica. Per il gusto di sentirsi rispondere cifre a caso, che si appoggiano a teorie figlie di universi paralleli bellissimi. Di quella bellezza surreale. Ma in questo momento, purtroppo, il problema più attuale non è che la Juventus si trinceri dietro a cifre totalmente inventate, cosa alla quale siamo peraltro tristemente abituati (pur non accettandola, sia ben chiaro). Il problema è che esiste una domanda più urgente, che dovrebbe interessare tutti.

La domanda è quando la Juventus smetterà di vincere. Quando altre squadre potranno veramente dirsi competitive e non cadere sul più bello o perdere i nervi nel finale. Quando questo ciclo bianconero darà i segnali di un tramonto. Quando l’Inter potrà tornare a dire la sua nell’arco di un campionato senza evaporare a metà strada. Perché al momento il gap fra i bianconeri e il resto del campionato è piuttosto marcato. E non accenna a diminuire. In una stagione iniziata malamente come quella di quest’anno la Juventus ha potuto sperperare punti, riprendere i suoi avversari e superarli. L’ha fatto credendoci fermamente, quando in pochi ci credevano. Quindi la domanda più opportuna non è quanti scudetti abbia vinto la Juventus (la risposta è nell’albo della Figc e nei tribunali per chi vuole approfondire e non si accontenta), ma quanti ancora gliene lasceremo vincere. Perché di questo si tratta. Di quello che vogliamo ricominciare a fare. Da troppo tempo. Da troppo tempo, ormai.

Twitter @SBertagna

 

 

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