MOGGI E UN SOLO VERO NEMICO: L’INTER

MOGGI E UN SOLO VERO NEMICO: L’INTER

Ci sono tifosi che possiedono una memoria straordinariamente corta. A più di tre anni dallo scandalo di Calciopoli gran parte dell’indignazione collettiva, che a caldo fremeva per un processo breve e sommario, si è lentamente spenta e diradata. Il processo, quello vero, dopo infiniti rinvii a giudizio non ha ancora messo la parola fine alla vicenda. Il tribunale di Roma ha assolto Moggi e tutti i componenti della GEA per l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’illecita concorrenza, condannando padre e figlio ad 1 anno e 6 mesi di reclusione per violenza privata nei confronti di Blasi ed Amoroso. E grazie all’indulto i due non sconteranno neanche dieci minuti di pena. Che paese! In quanto a Lucianone, maestro nell’arte di ricominciare da zero, ha pensato bene di non eclissarsi totalmente dall’ambiente calcistico, che non si sa mai di questi tempi: qualche consulenza da uno che se ne intende potrebbe anche essere richiesta. Per completare l’opera ecco una nuova carriera da opinionista per il quotidiano Libero: non vorrete per caso negare ad una vittima del sistema la possibilità di rifarsi una vita?
Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Buona parte dell’opinione pubblica si è quietata e non è più mossa dallo stesso ardore di quella fatidica estate; tanti hanno ridimensionato i propri sentimenti, cadendo nella pericolosa trappola del revisionismo. Primo fra tutti il Presidente bianconero Cobolli Gigli, che dopo l’assoluzione dei Moggi dall’accusa di associazione a delinquere, ha allungato subito le mani sui due scudetti, secondo la sua opinione, ingiustamente sottratti alla bacheca bianconera. Se pensa che tutto quello che è successo fosse solo una grande fanfaronata perché non riassumere alle proprie dipendenze il signor Moggi? Forse dimentica che anche grazie al repentino allontanamento di Lucianone e all’immediata distanza presa dalla dirigenza bianconera nei confronti della Triade, la Juventus finì (solo) in serie B, evitando di precipitare nelle categorie più basse dei gironi calcistici (come per esempio, ai tempi, la Fiorentina). Recentemente, quasi a testimoniare che Moggi non può da solo incarnare il male del mondo, Sabatini ha dichiarato circa un’eventuale rapporto tra Lucianone e il Bologna: “Meglio Moggi che la serie B!” Come se non bastasse, anche l’opinione di Moggi è tornata ad essere in voga e tutti sono curiosi di sapere che cosa ne pensi di quella trattativa di mercato, piuttosto che della bravura di un particolare allenatore. Solo l’Inter ha sempre mostrato nei suoi confronti uno sdegno piuttosto accentuato. Saranno gli anni passati a raccogliere amare sconfitte e a pagare abbonamenti per assistere a campionati già decisi a tavolino? Saranno gli insulti, ancora non perdonati, a quell’anima pulita e gentile di Giacinto Facchetti? O le tresche di mercato e la quasi impossibilità della società nerazzurra di acquistare giocatori italiani (in gran parte gestiti dalla Gea)? Tutto questo e non solo. Principalmente l’idea, forse infantile, che il calcio sia un gioco e che manometterlo per i propri scopi sia poco leale e maledettamente scorretto. Nei confronti di tutti i tifosi, non solo di quelli dell’Inter.
E’ di qualche giorno fa la dichiarazione (una delle tante) di Moggi a proposito di Mourinho. Dopo aver fatto sapere che lo reputa un allenatore sopravvalutato ha pensato bene di aggiungere: “Quando l’ho visto alzarsi e fare la linguaccia per il gol segnato all’ultimo ho pensato che è un allenatore che ha paura degli avversari e uno del suo livello non può permetterselo.”
Già. C’è chi ha paura dell’avversario e chi della galera…

A chi fosse interessato a conoscere le straordinarie prodezze di Luciano Moggi consigliamo la lettura del libro “Lucky Luciano” (Kaos editore). Illuminante!
 

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