Spalletti in bilico? Non scherziamo, mettere in discussione l’allenatore è follia. Ecco perché

Spalletti in bilico? Non scherziamo, mettere in discussione l’allenatore è follia. Ecco perché

L’imperdonabile errore di mettere in discussione l’allenatore nerazzurro

di Gianni Pampinella

Si sa che nel calcio quando i risultati non arrivano, la prima testa a saltare è sempre quella dell’allenatore. Negli ultimi 8 anni all’Inter è successo esattamente questo: dal dopo Mourinho in avanti sono arrivati 12 allenatori. Adesso anche Spalletti, di gran lunga il migliore allenatore che sia passato da Appiano dal dopo Mou in avanti, sembra in bilico. Ma, lo diciamo subito, mettere in discussione l’allenatore nerazzurro sarebbe una follia, per tanti motivi.

  1. Spalletti, nella sua doppia esperienza alla Roma, è riuscito a costruire un gruppo forte in grado di lottare per lo scudetto. La sfortuna del tecnico è quella di aver trovato prima l’Inter di Mourinho, dopo la Juventus di Allegri.
  2. Il tempo: per costruire una squadra in grado di lottare per i vertici, c’è bisogno di tempo. Il tutto e subito nel calcio spesso non paga, e allora che senso ha mettere in discussione l’allenatore dopo appena 8 mesi dal suo arrivo? A chi giova tutto questo? Di certo non all’Inter e ai suoi tifosi.
  3. La prima parte di stagione: dopo sedici giornate, l’Inter aveva raccolto 12 vittorie e quattro pareggi, nessuna sconfitta.
  4. La pressione: Spalletti è uno in grado di reggere alla pressione e in una piazza come quella dell’Inter, è tanta, anche troppa. L’allenatore è uscito indenne nel suo ultimo anno alla Roma dove doveva gestire la vicenda Totti. Ci è riuscito e bene, ha isolato la squadra da tutto e tutti e ha centrato un secondo posto vitale per i giallorossi.
  5. La personalità: Spalletti ne ha da vendere, lo ha dimostrato negli scorsi anni e lo sta dimostrando anche adesso. Il suo modo di affrontare i giornalisti in conferenza (come ha gestito la vicenda Corriere della Sera è un esempio lampante) e quello di difendere la squadra, sono da allenatore top. Se manca a più di un giocatore che scende in campo, di sicuro non è colpa dell’allenatore nerazzurro. Forse è colpa di chi non è ancora riuscito in questi anni a portare giocatori di personalità, ma questo è un altro discorso.
  6. Luciano Spalletti è il condottiero di cui l’Inter aveva tremendamente bisogno. Con se sue parole e i suoi gesti, è riuscito a creare un’alchimia con i tifosi dell’Inter davvero forte. Non facile visto che i tifosi vengono da anni di delusioni calcistiche difficile da mandare giù.

 

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