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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Cairo: "Moratti stavolta ti batto. E se mi chiede Ogbonna..."

14.09.2012 08:44 di Marco Rizzo Twitter: @marcorizzo1986 articolo letto 5869 volte
Fonte: quotidiano.net

Il Presidente del Torino Urbano Cairo, ha rilasciato una interessante intervista in prossimità della sfida con l'Inter di Domenica Sera. Ha parlato della gara che attende il suo Torino, di mercato e di tanto altro. Ecco quanto raccoglie fcinter1908.it:

Presidente Cairo, tutti aspettano il posticipo di domenica per vedere la strana Inter che in trasferta non perde un colpo e il Toro che non subisce reti da oltre cinque gare, B compresa. Come finisce questa sfida dopo quattro anni di assenza?
«La nostra porta è inviolata da alcune gare, ma è appena cominciata. L’Inter mi pare una squadra attrezzata e di qualità, ma ci prepariamo per fare bella figura. In partite così importanti anche noi vogliamo essere protagonisti».
Dopo anni di sofferenza e di purgatorio, cosa devono aspettarsi i tifosi del Toro?
«Quello che io per primo mi aspetto, ovvero una squadra che giochi a calcio, con personalità, idee e fisionomia. Cercando magari di imporre il proprio gioco, quando si può».
Non a caso mentre alcune società si affidano a giovani rampanti, lei ha un tecnico d’esperienza soprannominato «mister libidine», uno che sa anche far divertire...
«E’ vero. Nel calcio conta il risultato ma anche approcciarsi bene alla partita. Lo scorso anno abbiamo cominciato così con Ventura, con personalità e la cosa mi è piaciuta. Questo è nostro obiettivo che va al di là del risultato, e ci conforta di aver cominciato bene la stagione. La squadra ha voglia di giocare al calcio col collettivo, questo può determinare il salto di qualità per ottenere qualcosa d’importante».
Torino sogna con voi e la Juve, che effetto le fa vedere i tifosi milanesi preoccupati per la fuga di campioni da San Siro?
«E’ presto per dirlo, ma mi pare esagerato dire che non ci sono più campioni. I supporter di Inter e Milan erano abituati ad averne tanti, perciò perderne alcuni fa effetto. Ma oggi Inter e Milano vivono il calcio in modo ragionevole, puntando sui giovani e cercando talenti all’estero, tutti dovremmo farlo».
Chi si rialza per primo: Inter o Milan?
«A me sembrano due buone squadre con qualità importanti. Prima avevano lo strapotere assoluto, oggi mantengono valori di alto livello. Però valori e gerarchie verranno presto fuori».
Ha più amici in corso Vittorio Emanuele o in via Turati?
«In via Turati ho tanti amici visto il passato che mi lega a Berlusconi. Ma anche con Galliani e Braida c’è grande intesa. Lo stesso dicasi con l’Inter, con Moratti e Branca i rapporti sono ottimi, e lo conferma lo scambio Stevanovic-Benedetti... Faremo tante cose insieme, ma non esiste un rapporto privilegiato».
Guardando il passato, da Abbiati a Recoba, qualche regalino l’ha ricevuto dai suoi amici...
«Eh no, un attimo, regalino mica tanto Recoba (sorride...). Prestito oneroso pagato profumatamente anche se poi tutti danno retta a Galliani quando dice «Urbanetto tira fuori la lira...». Si scherza, a dimostrazione del fatto che i rapporti sono ottimi».
Ma in questo momento conviene più fare affari con Moratti o Berlusconi?
«Dipende dal tipo di affari. Sono due società importanti, con fatturato che oscilla fra i 40-45 milioni. Me le tengo buone entrambe».
Provi a sbilanciarsi: se le chiedessero entrambe Ogbonna a chi cede?
«Non saprei. Anzi, non lo vendo. Me lo sono tenuto e vado avanti un anno con lui, deve consacrarsi. Poi, come dice Galliani, vediamo, vediamo...».
Ma se lei poi fa come De Laurentiis, alza il tiro e “spara” 20 milioni scappano tutti...
«Beh, dico che quando si fanno i prezzi in un mercato non perfetto, ci sono valori di riferimento. E se per Ranocchia vengono chiesti 20 milioni, allora dico che per me Ogbonna vale la stessa cifra. Non lo paragono a Thiago Silva ma ha un valore importante».
Lei è sempre stato definito un presidente “parsimonioso”. Ritiene che Milan e Inter abbiano esagerato sul mercato?
«Nella mia parsimonia ho buttato 60 milioni in 7 anni. O forse ho fatto errori che si pagano... Inter e Milan hanno immesso enormi capitali e ora vogliono sfruttare al meglio altre risorse... ».
Quando discute con loro in Lega da quale parte si schiera?
«La Lega ha bisogno di concordia, non di fazioni. Non si tratta di dire ’chi è con me e chi è contro di me’, ma di trovare un modo che consenta a tutti benefici, come per la vendita dei diritti tv».
E della giustizia sportiva che idea si è fatto?
«Il calcio ha esigenze diverse, velocità d’azione e giudizio allo stesso tempo, fermarsi non si può. Così da un lato bisogna tutelare i diritti dell’imputato, dall’altro accettare di farsi guidicare. Però bisogna pure rispettare i giudici che a loro volta devono essere equi».
Lei prenderebbe Farina, simbolo del calcio pulito?
«Parliamo di un ragazzo che in uno spogliatoio ci sta benissimo, dal punto di vista umano e morale lo prenderei subito. D’altra parte in un club di A le persone devono essere all’altezza. Evitiamo di fare troppa demagogia».
Cosa invidia a Moratti e Berlusconi, fatturato a parte?
«Di aver vinto tanto. Ma non sono invidioso, questo per loro è un riconoscimento. A maggior ragione mi piacerebbe batterli!».


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