101 MOTIVI PER ODIARE IL MILAN E TIFARE L’INTER…

101 MOTIVI PER ODIARE IL MILAN E TIFARE L’INTER…

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Appuntamento lunedì mattina al bar. Per un cappuccio, un caffè e due chiacchiere sulle partite. Un rituale senza fine, al quale pochi tifosi riescono a rinunciare. Figuriamoci poi i tifosi accaniti di due opposte fazioni, che si ritrovano nella stessa città e negli stessi bar. Insieme a Dante Sebastio (giornalista sportivo) abbiamo ricordato quanti buoni motivi esistano per “odiare” il Milan (ben 101) e tifare l’Inter. Un ripasso dei bidoni della storia rossonera, le sceneggiate, i campioni venduti, le sconfitte brucianti e gli scandali, per avere sempre la risposta pronta quando il cugino attacca con lo sfottò. A rafforzare il tutto la consapevolezza di avere un Presidente che è un vero signore, la serie A nel nostro DNA e un dominio sugli ultimi campionati che non conosce rivali. Un libro, “101 motivi per odiare il Milan e tifare l’Inter” (Newton & Compton editore), che non può davvero mancare nella biblioteca di un nerazzurro doc…

Di che cosa è composto il DNA nerazzurro?
“Sofferenza, passione, lealtà, onestà. Amala, pazza Inter amala, la gioia infinita che dura una vita…”.

101 motivi per “odiare” i cugini sono tanti: la top five dei 5 dogmi irrinunciabili del tifoso nerazzurro che vuole sfottere quello rossonero?
“Al primo posto la “magica serata” di Istanbul, una macchia che si porteranno dietro per sempre, come i due anni di B che metterei al secondo posto. Sul gradino più basso del podio la sceneggiata di Marsiglia, decisamente una brutta figura. In quarta posizione il coinvolgimento nei due scandali del calcio italiano, evidentemente è nel loro dna; al quinto il grande Giussy Farina, il presidente che trasformò Milanello in una vera e propria balera dove organizzare anche matrimoni. Giusto per arrotondare un po’…”.

5 buoni motivi per amare Mourinho.
“E’ un allenatore vincente, che non si nasconde dietro la squadra quando le cose non vanno bene. Credo, però, che la sua arma migliore sia l’astuzia: nei momenti di difficoltà cerca di far vivere serenamente il gruppo attirando tutte le critiche su di sé. Spiritoso, mai banale, coraggioso”.

Inventa uno striscione che riassuma i concetti del tuo libro per il prossimo derby!
“Milano siamo noi…”.

Che cosa invidi al Milan?
“Le facce di Adriano Galliani…”.

Che cosa non avrà mai il Milan che l’Inter invece ha?
“Noi non siamo mai stati in B, mentre loro due volte: una a pagamento, l’altra gratis. Tanto per ricordare una delle massime dell’intramontabile Peppino Prisco”.

Il punto 92 del tuo libro recita: Perché Carlo Pellegatti non è neanche il peggiore. Scherzi a parte, quanto pesa il conflitto d’interessi nel mondo del calcio e quali programmi/giornali sono secondo te quelli più invasi dal fenomeno?
“Pellegatti è dichiaratamente rossonero e fa benissimo a essere di parte. Ma, da giornalista, mi devo augurare che l’informazione sia sempre corretta e coerente. Anche perché, oggi come oggi, la gente non ha più l’anello al naso, riesce a distinguere la realtà dalla presa per i fondelli”.

Una colonna sonora per l’andamento nerazzurro in campionato?
“La Cavalcata delle Valchirie di Wagner o, restando in ambito italiano, la Marcia Trionfale dell’Aida di Giuseppe Verdi”

E una per andare meglio in Champions?
“Nessun dorma della Turandot di Giacomo Puccini”.

Peccato che l’annuncio di Galliani sulla riapertura degli abbonamenti a campionato in corso sia arrivato dopo che il libro era già uscito. L’avresti utilizzato come elemento?
“Perché, il 4-0 dell’ultimo derby? E la sconfitta casalinga in Champions con lo Zurigo, la stessa squadra che poi ne ha beccati 6 dal Marsiglia? E di Huntelaar, preferito a Luis Fabiano solo per risparmiare qualche milione di euro? E’ vero, l’olandese ha ancora qualche mese per dimostrare di non essere la fotocopia di Blisset, ma noi siamo qui, vigili e pronti a scrivere altri 101 motivi…”.

 

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