Arbitri, attacco pesantissimo di Gavillucci: “L’Aia mi ha tradito”. E gli avvocati ci vanno giù duri

Arbitri, attacco pesantissimo di Gavillucci: “L’Aia mi ha tradito”. E gli avvocati ci vanno giù duri

Continua la battaglia dell’arbitro contro le valutazioni della sua stessa associazione

di Redazione1908

“Da sportivo mi sono sentito tradito dalla mia stessa Associazione (Aia, ndr). Dopo avermi mandato ad arbitrare le ultime due partite dello scorso campionato, gare importanti come Sampdoria-Napoli e Udinese-Bologna, perché ero tra i più in forma, il designatore (Nicola Rizzoli, ndr) mi ha comunicato che era fallito anche il suo ultimo tentativo di evitare la mia dismissione, e che purtroppo non era stata soltanto opera sua”.

Sono le parole dell’arbitro Claudio Gavillucci in una dichiarazione spontanea innanzi al Collegio di Garanzia dello sport presso il Coni nell’udienza del ricorso dell’Associazione Italiana arbitri contro la sentenza di reintegro del fischietto di Latina da parte della Corte federale d’appello della Figc. “Sono qui – ha aggiunto Gavillucci – per evitare che prossimamente tocchi la mia stessa sorte ad altri arbitri in futuro. Molti miei colleghi mi hanno ringraziato per questa battaglia che sto portando avanti”.

Nel suddetto ricorso contro la sentenza di appello della Corte federale Figc che ha disposto il reintegro dell’arbitro di Latina Claudio Gavillucci per mancanza di trasparenza nella compilazione delle graduatorie di rendimento degli arbitri, la Federcalcio è scesa in campo al fianco dell’Associazione italiana arbitri: «L’interesse della Figc – hanno sottolineato gli avvocati federali, Viglione e Medugno – è quello di avere i migliori arbitri e la valutazione di questo è demandata all’Aia, secondo la quale Gavillucci è ultimo nella graduatoria. Il merito è il criterio migliore per giudicare».

Stessa posizione al fianco dell’Aia contro la sentenza della Corte federale d’appello ha assunto la Procura generale del Coni.

Di contro i legali del 39enne fischietto dismesso la scorsa estate, hanno rilevato che «nelle ultime partite Gavillucci – la tesi degli avvocati Guidi e Ciotti – ha arbitrato una partita per lo scudetto (Sampdoria-Napoli, ndr) e una gara dell’Udinese legata alla salvezza (contro il Bologna, ndr). Non si manda l’ultimo arbitro della graduatoria a dirigere match così importanti. È stato il quarto arbitro più impiegato della Serie A: avremmo voluto contestarle quelle graduatorie ma nessun arbitro ha mai visto quelle graduatorie. Sono uscite solo il 24 giugno quando l’Aia si è costituita. Noi siamo sicuri che Gavillucci era 17esimo e non 22esimo nella graduatoria. Questo lo dimostreremo in altra sede».

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