ASPETTANDO LA PARTITA PERFETTA

ASPETTANDO LA PARTITA PERFETTA

Onore ai viola. Martedì sera, contro ogni più rosea aspettativa, hanno affrontato e sconfitto il Liverpool di Benitez, grazie a quello che i giornali inglesi hanno ribattezzato Wonder boy, Jojo Jovetic, il giovane montenegrino dei viola. La stampa inglese ha letteralmente distrutto la prestazione dei Reds, non lasciando vie di fuga o alibi al tecnico. Disfatta totale, il Liverpool peggiore di tutti i tempi e Prandelli Mago di Orz (dal luogo di origine Orzinuovi) sono solo alcune delle “gentili” definizioni appioppate dalla stampa inglese a ciò che si è visto in campo l’altra sera. Quella architettata ieri da Prandelli e messa in scena dai viola è stata la classica partita perfetta. Ma quali sono gli elementi che la determinano? Nessun timore reverenziale, avvio esaltante e determinato, idee a centrocampo, contropiede, pressing, organizzazione difensiva nel momento di contenimento, chiusura efficace degli spazi e un po’ di fortuna (quella ci vuole sempre). Tutte queste cose vanno naturalmente applicate in determinati momenti della partita, interpretando coralmente il corso degli eventi. Che quadro ne esce? Una macchina perfetta nei suoi meccanismi, che non perde ritmo e avanza inesorabile, schiacciando tutto ciò che incontra sulla sua strada. Una combinazione perfetta tra tutti gli elementi che permette ad una Fiorentina di brillare in una notte di Champions contro i mostri sacri del Liverpool.
Tutt’altra storia quella che è stata inscenata dai nerazzurri nelle terre lontane del Kazan contro lo “semi-sconosciuto” Rubin. Che fosse una partita ostica lo si è intuito quasi subito. Il Rubin si è posto subito aggressivo e ha pressato molto arrivando al gol con Dominguez. I nerazzurri hanno reagito allo schiaffo, iniziando a creare, segnando e sfiorando alcune occasioni. Nel secondo tempo, quando tutti si aspettavano il vantaggio della squadra di Mourinho, gli eventi sono precipitati in seguito all’espulsione di Balotelli e in dieci l’obiettivo si è improvvisamente trasformato dal voler portare a casa una vittoria a fare di tutto per non incassare una sconfitta. La serata rimane amara, pur considerando tutte le attenuanti del caso, vedi le assenze di Sneijder, Motta e Milito e l’espulsione di Mario. Perchè la partita perfetta è altra cosa. Per ricordarne una in Europa nella quale i nerazzurri hanno fatto qualcosa di incredibile bisogna ritornare ai tempi di Cuper. Arsenal-Inter 0-3. Quella fu una Partita con la P maiuscola. I nuovi leoni di Highbury, ci chiamarono. Dopo venti minuti di attento studio le prodezze di Cruz, Van Der Meyde (che gol in volo indimenticabile fu quello!) e Martins avevano annichilito Henry e compagni; nemmeno il rigore assegnato ai gunners e prontamente parato da Toldo aveva concesso una riapertura dei giochi. Una serata magica fatta di ruggiti, zampate e un calcio magnifico a vedersi. Moratti, al limite della commozione, dichiarò dopo la partita: “Questa è una serata da raccontare ai nipotini.”
Ecco che cosa manca da tempo ai nerazzurri in Champions: una serata da ricordare e raccontare ai nipotini.
 

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