MOURINHO A CUORE APERTO: “I TIFOSI SONO CONTENTI PERCHE’ SANNO CHE VIVO L’INTER CON TUTTO ME STESSO”

MOURINHO A CUORE APERTO: “I TIFOSI SONO CONTENTI PERCHE’ SANNO CHE VIVO L’INTER CON TUTTO ME STESSO”

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Queste le risposte che José Mourinho ha dato ai tifosi nerazzurri nell’appuntamento in chat organizzato da Inter Channel:

Diamo una formazione: Julio Cesar; Maicon, Samuel, Lucio, Zanetti; Cambiasso, Thiago Motta, Sneijder; Balotelli, Milito, Eto’o: è impensabile un undici come questo, troppo squilibrato? “L’equilibrio o lo squilibrio è dettato dalle caratteristiche dei giocatori schierati in campo. Un 4-3-3 è un sistema tattico molto simmetrico ed equilibrato però, ovviamente, perchè risulti davvero efficace occore che tutti lavorino seguendo un principio collettivo e inoltre devono saper tutti dare il proprio contributo in fase difensiva”.

Un papà scrive per conto del figlio che 13 anni ed è milanista. Chiede se Mourinho potrebbe adottarlo…
“Questo è ovviamente uno scherzo, ma nella mia ridotta vita sociale mi è già capitato che un tifoso milanista o juventino esprima approvazione per il nostro modo di lavorare e per la nostra personalità e questo ovviamentre fa piacere. Sicuramente questo bambino, come tutti noi d’altronde, non cambierà mai squadra perchè la fede di un bambino non si deve mai cambiare, però se tifa Milan con rispetto per gli interisti è ovvio che faccia piacere”.

Quanto conta l’apporto dei tifosi durante una gara?”Per me non conta assolutamente nulla: io non gioco, sono in panchina, penso, analizzo e cerco sempre di rimanere isolato da quello che succede nello stadio. Io ho occhi solo per la partita, ma ai giocatori fa una differenza incredibile. L’appoggio dei tifosi può far si che la squadra giochi con 12 uomini in campo, la mancanza di appoggio può far sì che si giochi in 10. È davvero molto, molto importante, per la fiducia e l’autostima di un giocatore, l’appoggio della tifoseria è fondamentale”.

Secondo Mourinho è giusto che l’Inter abbia uno stadio di proprietà.
“È difficile rispondere a questa domanda perchè è anche un tema che confina con questioni societari ed economici. Sono tanti gli aspetti che entrano in discussione in quest’argomento, dal punto di vista sportivo credo sia più importante che una squadra si senta davvero a casa e questo può avvenire sia se lo stadio è di proprietà della società sia che lo sia del comune. Ciò che davvero conta è l’atmosfera che si crea dentro lo stadio e noi, anch’io che sono qui da un anno e qualche mese, posso ricordare alcune partita nella quale i tifosi interisti a San Siro hanno davvero fatto la differenza e allo stesso tempo posso ricordare uno stadio con un atteggiamento negativo nei confornti di qualche giocatore. Se si trova un punto di equilibrio che permetta alla squadra di giocare sempre con un clima positivo, non fa differenza se si gioca all’interno di uno stadio nostro o non nostro perchè sarà comunque nostro”.

Perchè alla fine della partita nessuno va a salutare i tifosi sotto la curva?
“Io personalemnte come allenatore non credo di doverlo fare. Se vinciamo una gara e la squadra è felice, il palcoscenico è tutto per loro. Io di solito sono sempre il primo a uscire dal campo e dalla panchina dello stadio ‘Meazza’ è molto facile per me. È quando la squadra perde che sono io il primo ad andare al centro del campo e l’ultimo ad andare via perchè credo sia giusto in quei momenti prendere su di me le maggiori responsabilità. Mi piace che la squadra in quanto squadra appunto, non solo allo stadio “Meazza” ma soprattutto nelle trasferte, quando magari i tifosi nerazzurri hanno sostenuto lunghi viaggi, magari in pochi, ecco in quelle occasioni mi fa piacere che la squadra vada a salutarli. È un aspetto che dovrebbe far parte della nostra cultura sportiva”.

Conosce Luciano Ligabue?
“No, non proprio ma conosco la canzone ‘Una vita da mediano’ perchè è dedicata a Gabriele Oriali e si vede chiaramente che Luciano è un tifoso interista”.

Un commento su Sulley Muntari.
“È un bravo giocatore, un giocatore utile alla squadra per le sue caratteristiche, ma credo abbia vissuto un periodo meno positivo ultimamente durante il quale ha avuto qualche fragilità a livello psicologico e ha avuto bisogno dell’aiuto del suo allenatore, dei suoi compagni e dei suoi tifosi. Tuttavia, credo sia normale attraversare un periodo meno bello degli altri”.

Ha mai pensato di firmare un contratto a vita con l’Inter?
“(ndr.: sorride) Questa è la realtà: in Inghilterra c’è Arsene Wenger che credo abbia festeggiato il suo quindicesimo anno alla guida dell’Arsenal, che non vince da sei anni neanche la Curling Cup. Voi credere che se io non vinco niente per sei anni consecutivi nell’Inter e il presidente mi permette di firmare un contratto a vita? (ndr: sorride) Questo non è nella cultura di questo paese.
Il Liverpool con Rafael Benitez non ha mai vinto un campionato eppure sta nella stessa squadra da 6 anni e continua. Ma questo non è nella nostra cultura, è una mentalità completamente diversa e io per rimanere nell’Inter devo vincere e devo fare bene. Questa è la nostra cultura”.

I tifosi sono molto contenti che José Mourinho sia alla guida dell’Inter..
“Io credo che il tifoso capisca che io do tutto: se vinciamo, non vinciamo, siamo campioni, non siamo campioni, giochiamo bene, giochiamo meno bene, vinciamo, pareggiamo o perdiamo, i tifosi hanno la sensazione e la garanzia che il proprio allenatore vive quest’Inter con tutto sè stesso e credo che questo crei un aspetto positivo tra me e loro”.

Un tifoso rassicura Mourinho: “Chi la critica non lo fa perchè ha un passaporto diverso. Sono solo invidiosi del suo ingaggio”.
“Chissà, forse c’è un po’ di verità in questo. Mia nonna diceva che il giorno in cui nessuno avrebbe più avuto invidia di me, mi sarei dovuto preoccupare. Forse aveva ragione”.

 

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