MOURINHO: “LA MIA VERITA’ SU RAMAZZOTTI. INSULTI SI, MA NIENTE SPINTE. MA E’ UNA VICENDA NON PUBBLICA. DOMANI CHANCE PER DONATI E STEVANOVIC”

MOURINHO: “LA MIA VERITA’ SU RAMAZZOTTI. INSULTI SI, MA NIENTE SPINTE. MA E’ UNA VICENDA NON PUBBLICA. DOMANI CHANCE PER DONATI E STEVANOVIC”

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José Mourinho incontra la stampa alla vigilia della gara che inaugurerà il cammino dell’Inter nella Tim Cup 2009-2010 ma, inevitabilmente, la prime domande rivolte all’allenatore nerazzurro hanno a che vedere con quanto accaduto tra Mourinho e il giornalista del Corriere dello Sport, Andrea Ramazzotti, nel post partita di Atalanta-Inter: “Vi ringrazio per darmi l’opportunità di dire qualcosa perchè da domenica fino ad oggi ho sentito e letto tante cose da parte di tante persone, e mi è sembrato che la verità sia solo una e che sia di proprietà di qualcuno. Voglio essere come sempre onesto e dire che è vero che ho insultato un vostro collega, è vero che ho utilizzato una parola che non posso ripetere qui e che è stata un’offesa, non è vero però che ho aggredito il giornalista, che ho cercato di avere un contatto fisico che andasse contro di lui. Nello stesso modo nel quale dico che è vero che c’è stata l’offesa da parte mia nei confronti del giornalista – continua Mourinho – nello stesso modo dico che non è vero che c’è stato un tentativo di aggressione. Tre o quattro partite fa avevo già detto al signor Ramazzotti che non avrei voluto che lui fosse accanto al pullman ad ascoltare le interviste, poi gliel’ho ripetuto, gliel’ho ripetuto anche a Barcellona e a Bergamo, dopo la partita, per la prima e unica volta, invece di definirlo ‘signore’, l’ho chiamato in un altro modo. È questa la mia storia. È un peccato che il signor Ramazzotti non sia qui, ma potrebbe dire che quello che io sto affermando adesso è vero. Questa è stata la conseguenza di una situazione che non mi piaceva. Perchè non ho fatto pubblicamenete le mie scuse al giornalista? Quella nella quale è accaduto il nostro diverbio non era una situazione pubblica, non c’era nessuno oltre a me, Roberto Scarpini e il giornalista. Da uomini si potrà risolvere tutto. Ma ora vorrei chiudere questa storia e il modo migliore è farlo con il buon’umore, dirgli che mi aspetto da lui un regalo di Natale perchè fino ad oggi il Ramazzotti famoso era Eros, ma da qualche giorno è Andrea”.

La FIGC aprirà un’inchiesta sull’accaduto, ma Mourinho afferma con serenità: “Prossimamente, andrò con il vicedirettore generale della società, Stefano Filucchi, a rilasciare la mia deposizione alla Procura Federale e dirò esattamente le stesse cose. In Inghilterra mi avrebbero già cacciato via? Lì sarebbe impossibile vedere un giornalista accanto al pullman della squadra per ascoltare le interviste. L’offesa che ho rivolto al vostro collega è stata la prima nella mia carriera e spero l’ultima. La punizione che accetterò senza nessun problema sarà quella da parte della mia società che, ma a livello di giustizia sportiva mi sembra ridicolo giudicare qualcosa che è completamente fuori da quell’ambito. Che cosa cambierà con il mio rapporto con la stampa? Nulla, sarò presente in conferenza stampa, prima e dopo le partite”.

Mourinho nervoso? “No, semplicemente credo che nella gara con la Juventus siano accadute delle cose importanti che secondo me i media hanno dimenticato toppo in fretta facendo passare quella dell’ ‘Olimpico’ come una partita normale. Ho avuto la bocca chiusa per una settimana, ma dopo quella gara mi aspettavo un’analisi completamente diversa. Questa settimana non mi è piaciuta, non ho parlato, ora sono tornato a comunicare, domani sarò in panchina e prometto che finirò la gara stando lì e mi alzerò solo per comunicare con un mio giocatore”.

Infine, si parla anche di Inter-Livorno: “Che Inter vedremo? “L’Inter avrà un piede avanti e uno dietro, perchè abbiamo già giocato con il Livorno e non è stato facile, perchè il Livorno ha eliminato una semifinalista l’anno scorso, perchè è una squadra che sta migliorando, perchè ha vinto contro il Catania che lotta per gli stessi suoi obiettivi e perchè io penso sempre che le squadre piccole guardino alla Coppa Italia come alla possibilità di vincere qualcosa di straordinario. Turnover? Obbligatorio con Zanetti, Cordoba e Materazzi che sono tutti e tre squalificati e poi altri due o più giocatori che non saranno titolari, ma in panchina. Poi ci sono Donati e Stevanovic, due ragazzi della Primavera nerazzurra, che potrebbero avere la loro possibilità”.

 

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