Skriniar: “Vi racconto il mio arrivo all’Inter. Il primo derby non si dimentica. Con la Juve…”

Skriniar: “Vi racconto il mio arrivo all’Inter. Il primo derby non si dimentica. Con la Juve…”

Il giocatore slovacco ha rilasciato una lunga intervista a I signori del calcio

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Milan Skriniar, a I Signori del Calcio, ha parlato anche del suo arrivo all’Inter: «Primi contatti con l’Inter? Mi ha chiamato un amico che fa il procuratore e dopo l’Under21 mi aveva detto che c’era la possibilità di giocare per il club nerazzurro e c’erano già stati i contatti con la Samp e io ho detto che sarei andato subito se ci fosse stata la possibilità. Sono arrivato a Malpensa e volevo subito firmare, stavo solo aspettando il contratto, ero felice, era una cosa che mi ha emozionato e mi emoziona ancora quando ci penso. Il giorno dopo sono andato in Slovacchia ed ero contentissimo, non vedevo l’ora di iniziare. Siamo andati subito a Brunico in ritiro e abbiamo giocato le amichevoli, ero felice. Sono arrivato dalla Samp e non mi aspettavo di giocare subito, ma ho giocato anche le gare successive. L’allenatore mi aveva chiamato dicendomi che era contento e questo mi ha dato fiducia subito, dalla prima partita, le ho giocate quasi tutte, pure le amichevoli. Spalletti è una grande persone ed è forte come allenatore».

I DERBY – «Il primo derby è quello che mi è rimasto più impresso, tre gol di Mauro ed ero contento pure io perché il derby è sempre il derby. Era la prima volta per me ma quando siamo entrati sul campo si sentiva che era una gara importante, si sente una settimana prima e questo mi piace, mi dà delle emozioni. La partita con la Juve è un derby d’Italia ed è una grande cosa. E’ una gara speciale per tutti e con l’Inter la prima è stata uno 0-0 in trasferta, in casa al ritorno poi abbiamo perso, ma pure questa è una partita importante ed un’esperienza sempre nuova. Non c’è questa rivalità in Slovacchia. Il primo giorno all’Inter ero in stanza con Perisic , è un grande professionista, fa grande lavoro anche a livello individuale, come me anche lui lavora sulle cose che servono, a volta si lavora sulla forza o quando c’è da recuperare si recupera», ha aggiunto anche.

ATTACCANTI – «Devo essere pronto ad affrontare tutti, ci sono quelli più veloci e quelli più forti. Devo essere pronto per tutti, cerco sempre di recuperare anche quando vado in difficoltà».

IL NUMERO SULLA MAGLIA – «Ho deciso di portare il 37 perché il mio numero alla Samp era quello. Lo avevo scelto perché da giovane giocavo col 17 e il mio numero preferito è il 3 e così ho mischiato tutto insieme ed è uscito 37».

(Fonte: Skysport)

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