Cessione de Vrij, spunta un hacker francese. Avv. Lazio: “Noi abbiamo pagato, ora…”

Cessione de Vrij, spunta un hacker francese. Avv. Lazio: “Noi abbiamo pagato, ora…”

Il Messaggero ha raccontato della truffa operata ai danni di Lazio e Feyenoord

di Redazione1908

Sembra la puntata di una serie tv di spionaggio. Invece si tratta di un retroscena incredibile, raccontato oggi dal Messaggero. La trama da film riguarda Stefan de Vrij, difensore nerazzurro, passato dal Feyenoord alla Lazio. Il trasferimento era stato concordato per una cifra di 8 milioni di euro, da versare in quattro rate. Ma l’ultima rata da 2 milioni di euro non è mai arrivata al club olandese. La colpa, secondo quanto riportato dal Messaggero, è stata di un hacker francese residente in Svizzera che è riuscito a inserirsi nel flusso di comunicazioni tra i due club spacciandosi per un dirigente orange. Il transalpino ha fatto versare i due milioni su un conto a lui intestato per poi far sparire la somma. Il Feyenoord ha così bussato alla porta della Lazio per chiedere i due milioni che ha così scoperto di essere stata truffata. Il club e il presidente Lotito hanno presentato denuncia a Piazzale Clodio che ha avviato l’inchiesta. L’hacker aveva aperto un conto nella stessa banca dove i capitolini avevano versato le tre precedenti tranche. Ha parlato con la Lazio usando la carta intestata del club e anche la mail di un dirigente olandese comunicando il cambio di conto corrente. Tutto questo non ha insospettito la Lazio che ha regolarmente pagato. Adesso il francese è accusato di frode internazionale, truffa e sostituzione di persona. Per quello che riguarda Lazio e Feyenoord i due club si sono rivolti al Tribunale di Nyon per capire civilmente quale delle due squadre sia in difetto. L’avvocato Gentile, che rappresenta i capitolini, non ha dubbi: “La Lazio ha pagato, sono gli altri a non aver ricevuto. Siccome il cambio del conto corrente è avvenuto all’interno del club noi riteniamo che ci sia stata una complicità interna o non interna. Comunque non una responsabilità della squadra”. 

(Il Messaggero)

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