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Cordoba: “Inter in Champions? Ho sentito Moratti, viviamo un presente non normale”

L'ex difensore colombiano parla del Mondiale e del ritorno dei nerazzurri nell'Europa più prestigiosa

fcinter 1908

Ospite a Radio 105, l'ex difensore dell'Inter, Ivan Cordoba, ha parlato della Colombia, sconfitta all'esordio al Mondiale dal Giappone, e del ritorno in Champions del club nerazzurro.

"Non benissimo la Colombia contro il Giappone

“Partita iniziata in salita, era la prima del Mondiale e dopo 3 minuti si era già in dieci, significa fare il doppio della fatica”.

"Più merito del Giappone o demerito della Colombia

“Molto merito del Giappone che ha fatto una partita tatticamente perfetta, pratica, con raddoppi in tutte le zone del campo e quando dovevano far gol non hanno sbagliato”.

"Senti ancora Moratti?

“Come potrei non sentirlo, una persona come lui è indimenticabile, ha segnato la nostra storia ed è il nostro presidente di sempre. L’ho sentito anche dopo la qualificazione in Champions, l’Inter deve essere abituata a lottare per questi obiettivi, dovrebbe essere normale. Ma si arriva da periodi traumatici, adesso però c’è una base da cui ripartire”

"Inter e Milan mancano al calcio europeo?

“Adesso si vive un presente che non è normale, ma al di fuori dell’Italia nessuno sia spiega il motivo dell’assenza dalla Champions di Inter e Milan”.

"Il giocatore più forte con cui e contro cui hai giocato?

“Il più forte dal punto di vista dell’estro è stato Ronaldo. Noi compagni andavamo in allenamento per vedere cosa poteva inventarsi di nuovo con il pallone, neanche sapevamo dell'esistenza di certe giocate. Poi però c’è anche Zanetti, che alle caratteristiche tecniche ha aggiunto la costanza. È un fenomeno anche lui, come Maldini, un altro che ha avuto una testa e una costanza pazzesca. Sugli avversari dico Shevchenko, era molto forte, ma in quell’era ce n’erano tantissimi: Batistuta, Inzaghi, che era fastidiosissimo, sempre sul filo del fuorigioco, appena lo toccavi andava a terra, era il suo stile di gioco. Cercava sempre la giocata per fare gol”.

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