Inter, l’Icardeide inizia a farsi sentire. A Cagliari non si è presentata tutta l’Inter

Inter, l’Icardeide inizia a farsi sentire. A Cagliari non si è presentata tutta l’Inter

Brutta prestazione dell’Inter che perde contro i sardi

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Prestazione negativa dell’Inter che perde a Cagliari e oggi potrebbe essere superata da Milan e Roma. I nerazzurri hanno in poco tempo dilapidato il vantaggio che avevano sulle inseguitrici e ora temono il sorpasso.
“Stavolta non si è presentato nessun interista, non solo Icardi. Tutti assenti, tutti altrove, tutti precipitati nel pozzo del ridicolo di una partita giocata solo per un minuto, quello del gol di Lautaro Martinez. Ma per il resto, che pena. E che bellissimo Cagliari.  Il Cagliari ha azzannato l’erba e lo spazio, l’Inter non si è neppure degnata di allacciarsi le scarpe. Peggio facevano i nerazzurri, e più Spalletti restava immobile nel suo cappottino blu; per inventare l’ombra di una reazione, l’allenatore toscano ha aspettato di mettere Borja Valero e soprattutto Ranocchia centravanti all’ 87, una scelta disperata e, a dirla tutta, abbastanza penosa. La scelta di chi non ha più scelte”, si legge su Repubblica.
“L’Icardeide, non un poema epico ma una farsa, comincia a farsi sentire. L’Inter è stata orrenda e lentissima, come se non le importasse niente. Il primo tempo è stato giocato esattamente al contrario di come dovrebbe fare una squadra d’ambizione, e il secondo poco meglio: il Cagliari poteva mangiarsela e lo ha fatto. Il Cagliari ha giocato tutto sull’agonismo, sulla pressione continua dell’avversario e forse non ha creduto ai propri occhi vedendolo così a lungo disarmato. La difesa ha ballato e il centrocampo non c’era proprio, tra Brozovic ( inguardabile) e Vecino non ne hanno azzeccata una. Si trattava di venire a capo di una situazione maldestra, e tra i più esperti solo Nainggolan ha provato a tornare in partita, nonostante l’ira di tutto lo stadio. Tra i più giovani è invece stato Lautaro Martinez a cedere per ultimo, non solo per il bel gol da repertorio ma per la consapevolezza che ormai è lui il centravanti dell’Inter, grazie alla vocazione autolesionista di Mauro Icardi e consorte. Impossibile non credere che la più assurda situazione vista quest’anno nel nostro calcio, cioè il suicidio sportivo di un campione e la rovina dell’essere guidato dalla moglie Wanda Nara, alla prima esperienza come agente, non stia minando una squadra già di suo d’argilla”, prosegue il quotidiano
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