Lautaro si scalda anche per Inter-Milan. In panchina? Non importa, già in passato nei derby…

Lautaro si scalda anche per Inter-Milan. In panchina? Non importa, già in passato nei derby…

L’attaccante dell’Inter è stato già uomo derby in Argentina e potrebbe decidere anche giocando uno spezzone

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Questa sera, probabilmente, Lautaro Martinez debutterà da titolare con l’Argentina nell’amichevole contro l’Iraq. Nella seconda sfida, quella col Brasile, invece potrebbe toccare a Icardi. L’ex centravanti del Racing avrà poco tempo per recuperare, al rientro in Italia, per farsi trovare pronto per il derby.

“Contro il Milan partirà in panchina, ma siamo a 10 giorni dal match e di fronte a un giocatore che può far male anche in uno spezzone. In più il suo rapporto coi clasicos, come in Argentina chiamano i derby, è già ricco di episodi segnanti. Fra il suo Racing e l’Independiente, le due squadre di Avellaneda (entrambe con Libertadores e Intercontinentali nel palmares), la rivalità è enorme. Lautaro scelse proprio un derby, anche se «de verano», (d’estate, di precampionato) per segnare il suo primo gol con i «grandi», con la prima squadra. Il 30 gennaio 2016, Martinez firmò il secondo dei 3 gol (a 1) dell’Academia, nei seguenti due match di campionato con gli arci-rivali non ebbe altrettanta fortuna. A fine novembre giocò 17 minuti, al posto di Lisandro Lopez, entrando già sul 3-0, un anno dopo perse 1-0, da titolare, sotto gli occhi di Sabatini. L’Inter lo seguiva da un po’, e stava già stringendo: prima di chiudere coi nerazzurri, lo scorso 19 gennaio, fece ancora in tempo a giocare un altro Clasico, memorabile e amaro. A Mar del Plata, località balneare, con i suoi sotto 2-0, prima accorciò a fine primo tempo, poi si mangiò un gol a porta vuota, infine nel finale segnò una rete da rapace, con una girata da terra. Due a due e lieto fine? Non proprio, perché nei rigori previsti sparò il suo, l’ultimo, altissimo sopra la traversa. Independiente, detto Rojo (rosso, ahi), vincente: Lautaro da eroe a protagonista negativo. Contava poco, non avrebbe fermato l’Inter: due settimane dopo, al Cilindro, casa del Racing, ne piazzò tre all’Huracan, con Ausilio, Zanetti e Milito in tribuna. Seguì la cena che avrebbe messo le basi del trasferimento a Milano: pochi giorni dopo arrivò l’annuncio. In Argentina si prese l’Inter, dall’Inter vuole prendersi l’Argentina. Passando da Jeddah: giro lungo, ma può funzionare” si legge su La Gazzetta dello Sport.

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