L’Inter “torna” a Francoforte. Quando un tifoso portò il Trap in Germania con i suoi soldi

L’Inter “torna” a Francoforte. Quando un tifoso portò il Trap in Germania con i suoi soldi

L’incredibile storia che lega l’Inter alla regione di Francoforte

di Marco Macca, @macca_marco

Un’incredibile storia, raccontata da la Gazzetta dello Sport, che lega l’Inter all’Assia, regione di Francoforte dove giovedì sarà protagonista in Europa League per l’andata degli ottavi di finale contro l’Eintracht. La storia di Raffaello De Bastiani, imprenditore italiano che da anni vive in Germania, che riuscì con i suoi risparmi a organizzare un’amichevole in un paesino, Herborn, con i nerazzurri del Trap protagonisti:

Riuscire a portare la squadra per cui si tifa sulla soglia di casa propria può sembrare un sogno da bambino o una spacconata ai limiti della leggenda metropolitana, quando si è adulti. Eppure un tifoso interista ce la fece. Mettendo del denaro, certo, ma una modica cifra, non i «miliardoni» degli sceicchi di oggi: un investimento di circa 25 milioni di lire dell’epoca, il 1987. Raffaello De Bastiani, 32 anni allora, il doppio adesso, si era fatto un nome nella ristorazione in Germania; scrisse a Ernesto Pellegrini, chiese cortesemente di poter organizzare un’amichevole. Monaco? Dortmund? Berlino? No, a Herborn, regione di Francoforte, zona nord, agricola: non il centro del grande calcio (…). Era il 20 maggio, come avversario venne invitato il Bochum. Era l’Inter di Trapattoni e Altobelli, Passarella e Bergomi, Zenga, Ferri e Mandorlini. Rummenigge era infortunato, non si presentò. E quasi non arrivarono neanche gli altri: «Era maggio, eppure c’era nebbia. L’aereo non riusciva ad atterrare, all’aeroporto mi dissero che sarebbe stato dirottato su Dusseldorf». Il Rehbergstadion era pieno oltre la capienza, più di 5mila persone, però non ci furono gol e il fischio finale fu anticipato per permettere alla squadra di prendere lo slot del ritorno (…).

Ora l’Inter tornerà in Assia: “Da quando c’è stato il sorteggio la gente mi chiama, si ricorda. Sono sempre interista, ci mancherebbe. Non andrò allo stadio, preferisco vederla a casa. Devo essere sincero, l’Eintracht così forte non l’ho mai visto, ha un grande allenatore e giocano bene. L’Inter dovrà stare attenta“.

(Fonte: la Gazzetta dello Sport)

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