Orsi: “Inter, brodino a Parma. Marotta e Spalletti? Ognuno faccia il suo mestiere”

Orsi: “Inter, brodino a Parma. Marotta e Spalletti? Ognuno faccia il suo mestiere”

Le parole dell’ex portiere sull’Inter

di Daniele Vitiello, @DanViti
Nando Orsi, ex portiere ed ex collaboratore di Roberto Mancini ai tempi della sua prima esperienza all’Inter, ha affidato alle colonne di TuttoSport la sua riflessione sul momento dell’Inter: “Con la vittoria sul Parma di sabato, l’Inter ha preso il cosiddetto brodino. Questo significa che per quanto riguarda il discorso tecnico la squadra nerazzurra ha scongiurato, almeno temporaneamente, le paure per un terzo posto che sembrava acquisito ma che con l’anno nuovo aveva sollevato perplessità. Dubbi e timori di altra natura, tuttavia, tormentano l’ambiente Inter, che quanto a polemiche non vuole farsi mancare mai niente. Si tratta delle frecciatine che Spalletti e Marotta si lanciano circa lo svolgimento più o meno buono dei rispettivi lavori. Spalletti, per cominciare, è uno che nella sua carriera oltre a fare l’allenatore (peraltro con ottimi risultati) è abituato a mettere il naso nelle decisioni societarie con battutine e altri riferimenti. Se prendiamo la gestione romanista del caso Totti, possiamo anche ammettere che quel caso fosse di sua pertinenza. Ma con l’arrivo di Marotta all’Inter quelle stesse battutine e quegli stessi riferimenti sembrano al contrario invadere con impertinenza un ruolo che non gli compete più (cessione di Perisic, contratto di Icardi eccetera eccetera). Del resto, Marotta è stato chiamato per questo: dare alla società un imprinting fondato sul rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascun membro. Quindi Spalletti faccia l’allenatore e Marotta il dirigente, e non lo si dice certo con malizia. Anzi: sono entrambi due eccellenze del nostro calcio e vanno sfruttate nel modo migliore. Solo così l’Inter potrà trarne un guadagno significativo. Anche perché i nerazzurri, lo avevo già scritto qualche settimana fa, di obiettivi ne ha, e anche piuttosto impegnativi: conquistare un posto in Champions, vincere (quantomeno raggiungere la semifinale) in Europa League. E questo è compito di Spalletti. A Marotta, invece, l’onere di risolvere i problemi contrattuali e di curare certi mal di pancia che contagiano ambiente e calciatori. A ognuno il suo mestiere. Solo così è possibile raggiungere i risultati sperati”.
0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy