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Parma-Inter, il doppio ex Lamouchi: “In nerazzurro per volontà di Moratti. Una rosa come quella…”

Le parole dell'ex centrocampista alla vigilia del confronto tra Parma e Inter

Daniele Vitiello

Per Sabri Lamouchi Parma-Inter è una partita diversa dalle altre. L'ex centrocampista, ora allenatore, ha riavvolto il nastro dei ricordi, ma ha parlato anche del present, ai microfoni di TuttoSport.

Parma – Inter è un po' la tua partita... 

Mille emozioni. L'Italia è una parte importante della mia vita. Parma è una città straordinaria, con qualità sia di vita che di lavoro. Andavo al Tardini in bicicletta. Che bei ricordi. All'Inter sono arrivato perché mi voleva Massimo Moratti, una grande società e molta più pressione rispetto a Parma. 

L'Inter ci arriva in crisi... 

Non direi che oggi l'Inter sia in crisi, no, ma in difficoltà sì. Certo gioca sempre per vincere, ma per vincere devi giocare senza freni, mentre oggi vedi una squadra un po' in difficoltà. In un club come l'Inter ci vogliono giocatori di qualità, ma soprattutto di personalità perché sai già che nel corso della stagione arriveranno momenti così e la rosa, lo staff e il club devono essere tutti uniti per superarlo. Per una rosa come quella dell'Inter qualificarsi per la Champions deve essere il minimo. Per la storia, per i tifosi devi essere sempre ai vertici. Un club di questo livello non può restarne fuori, ma quando sei nell'Inter giochi per vincere, non per arrivare secondo.  

Anche se in questo campionato sembra che al massimo si possa arrivare secondi... 

Bisogna far tutto per ridurre il gap però la Juve è un grande club, abituato a vincere, ha un allenatore che è lì da tanti anni e i giocatori sanno cosa devono fare e sanno benissimo che anche in un periodo di difficoltà il club e il coach sono tutti uniti per gestire la situazione al meglio. Dopo il ko con l'Atalanta e il pari con il Parma la Juve riuscirà a trovare subito delle risposte.  

Il Parma invece va al di là di ogni più rosea aspettativa 

Ma per me non è una sorpresa. Perché questa non è soltanto un'annata straordinaria, il club sta lavorando bene da anni. Dopo aver vissuto un momento nero, ora stanno raccogliendo i frutti di tutte le scelte importanti che sono state fatte negli ultimi anni dai dirigenti, poi c'è il buon lavoro dell'allenatore e il mercato. Con qualche rischio, ma indovinato. 

Come Gervinho? 

Gervinho lo conosco bene, è stato un mio giocatore con la Costa D'Avorio (8 gol e 13 assist in 19 partite della gestione Lamouchi ndr). La scelta di prenderlo è stata rischiosa, ma perfetta. Se il Parma occupa questa posizione è perché Gervinho sta facendo quello che sa fare. Ma se ha potuto farlo è perché si è trovato subito bene, con un allenatore che utilizza al meglio le sue caratteristiche e lui, in una squadra che gira al meglio, deve solo preoccuparsi di fare...il Gervinho. 

E sul campo come andrà? 

Il Parma non ha niente da perdere. L'Inter invece sì. Credo che sarà molto importante l'intensità che metteranno i giocatori del Parma a inizio partita, se i piccoli dettagli iniziano a girare subito in favore dei gialloblù...può essere decisivo.  

I tuoi progetti futuri? L'Italia? 

Allenare in Ligue1 è stata un'esperienza straordinaria, purtroppo è finita troppo presto, adesso sono pronto per un nuovo progetto. In Italia ho ricordi bellissimi, per me sarebbe logico tornarci come allenatore (Lamouchi è molto vicino al gruppo francese Sport Profile, molto attivo sul mercato italo-francese ndr). Uno dei miei punti di riferimento è Arrigo Sacchi. Purtroppo l'ho incrociato per poco tempo a Parma, ma abbiamo ancora un buon rapporto. Ho un enorme rispetto per lui.  

Ci sono altri talenti che possono ancora esplodere in Francia che non conosciamo? 

Sì, ma non posso dire chi sono. Magari se un giorno vengo ad allenare in Italia li scoprirete...(sorride)

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