Polverosi: “L’Inter ha inventato il turnover dei rigoristi. Sono due i segnali positivi”

Polverosi: “L’Inter ha inventato il turnover dei rigoristi. Sono due i segnali positivi”

L’analisi del giornalista

di Marco Astori, @MarcoAstori_
Tra le pagine dell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il noto giornalista Alberto Polverosi ha analizzato così il pareggio di ieri sera tra Eintracht Francoforte Inter: “Anche quando il risultato, seppur parziale, è dalla sua parte, l’Inter è incapace di goderne appieno. C’è un rigore a suo favore, un rigore giusto. Senza Icardi, il penultimo lo ha calciato Lautaro Martinez contro il Rapid e ha segnato, l’ultimo è toccato a Perisic e l’ha messo dentro a Firenze. Quindi, o Lautaro o Perisic. Ovvio, no? Ovvio se non parlassimo dell’Inter, dove ciò che è scontato si trasforma in caos. Sul dischetto va un altro croato, Brozovic, lo calcia male e se lo fa parare. E’ questa l’Inter, la squadra che ha inventato il turn-over dei rigoristi. Per riportarla alla normalità dobbiamo tornare sullo 0-0 di Francoforte, che arriva il giorno dopo un altro buon…pareggio, quello fra Marotta e Icardi. Insomma, due segnali non negativi per spingersi verso una strada finora sconosciuta, appunto quella della normalità. L’Inter di Germania è stata doppia, convincente nel primo tempo per l’atteggiamento di tutta la squadra, in chiara difficoltà nella ripresa quando ha lasciato l’iniziativa all’Eintracht, formazione ancora imbattuta nel 2019.
Non era semplice questa partita. Non lo era per il valore dell’avversario che nel girone iniziale aveva schiantato la Lazio in casa e fuori. E non lo era a maggior ragione per l’Inter che appare come una squadra in perenne convalescenza per qualche malattia e che nel 2019 ha perso già tre volte, compresa l’ultima a Cagliari. Ma da quel buon primo tempo si può ripartire, anzi, si deve ripartire. Lo spirito di squadra, il lavoro efficace del centrocampo (su tutti Borja Valero, come ai tempi felici di Firenze), la solidità della coppia centrale dei giganti, De Vrij-Skriniar. Qualcosa è mancato anche in quei primi 45’. E’ mancato per esempio il rivale di Icardi, l’ex terribile Ivan Perisic, è mancato D’Ambrosio, ma non c’era tanto da lamentarsi. Nota come la squadra più inaffidabile dei quartieri alti della Serie A, l’Inter stava recuperando una dimensione di squadra vera. E lo è stata anche nella ripresa, quando i tedeschi l’hanno costretta alla sofferenza. Allora si è capito, una volta di più, a chi può aggrapparsi nei momenti di difficoltà, al suo nuovo capitano Handanovic e ancora alla sua difesa, a quella coppia che molte grandi squadre invidiano a Spalletti. Se si pensa che all’Inter continuano a mancare Icardi e Nainggolan, ovvero il meglio (ipoteticamente parlando) dell’organico, si può essere soddisfatti. Se poi la smettesse di inventare cose nuove, come il balletto sul dischetto, ancora meglio”.

 

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