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Sconcerti: “Inter, l’arrivo di Sabatini è geniale. Pioli non aveva più niente da dare”

Il giornalista ha commentato così l'arrivo di Walter Sabatini all'Inter e l'esonero di Stefano Pioli

Marco Astori

Il noto giornalista Mario Sconcerti, attraverso il suo editoriale per il Corriere della Sera, ha commentato così la scelta di Suning di puntare sul Walter Sabatini: "C'è qualcosa di geniale nell’arrivo di Sabatini all’Inter, anzi, alla Suning. Sabatini è un romantico, un Byron invecchiato sulle Marlboro con capacità quasi uniche di intravedere il talento nel calcio. La parte strana è che l’Inter in quel ruolo ha già Ausilio, meno poetico, comunque bravo. La parte geniale è che nessuno al mondo ha mai cercato due modi diversi per giudicare un calciatore. Ha ragione l’Inter o ha ragione il mondo? Personalmente credo poco nelle abitudini (si cambiano) e molto nelle novità. Credo cioè dipenda dall’intelligenza di Sabatini, di Ausilio e dei dirigenti. Sabatini è un dolce primitivo, corre da solo, è sospettoso e diffidente. Alla Roma ruppe con Baldini che lo aveva assunto. Ne rilevò il posto per bisogno di solitudine. Ma è difficile sbagli giudizio su un calciatore. È vanesio, con un senso epico dei suoi anni. Per lui il calcio è una pulsione sessuale, un eccesso villano e continuo, un paradigma di sentimenti, però sui giocatori ci azzecca. Ne capisce, sbaglia pochissimo. Ed è da grande squadra. Adesso è difficile vedere tanta competenza in una squadra sola. Può esistere? Nel dubbio, Sabatini resta un grande arrivo. Nel suo mestiere è un Maradona malconcio, ma con la classe originale".

Il giornalista si è poi soffermato sull'esonero a sorpresa di Stefano Pioli: "Sono d’accordo anche sull’altra decisione Suning, quella del ribaltone tecnico. È corretto il senso. Dice che il futuro è cominciato adesso. Lo dice ai giocatori, che non hanno più davanti tre partite inutili. Da adesso si gioca per vedere chi è da Inter. Perché non avrebbe dovuto farlo? Pioli non poteva dare più niente, ma continuava a mascherare i limiti della squadra. Ora la squadra è sola, sono soli i giocatori. Questa è la vera novità: è arrivata l’Inter dei cinesi. Aveva qualcosa da difendere, un traguardo da raggiungere? Non mi pare. Così ha chiarito a giocatori e popolo che i padroni ci sono e hanno un’anima. Non vedo errori. Semmai non vedo nemmeno soluzioni, ma un principio di vita diversa, questo sì".