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Sconcerti: “Italia, punterei su questi tre per ripartire. Gagliardini? Ancora non abbiamo…”

L'analisi del noto giornalista sulla Nazionale

Marco Astori

Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere della Sera, Mario Sconcerti ha analizzato il momento della Nazionale di Roberto Mancini: "Mancini sembra voler insistere su Balotelli salvo pentirsene quasi sempre a gioco in atto. Balotelli raramente è quello che vorremmo, è quasi sempre quello che vuole lui, ma è l'unico con un tipo di fisico e di gioco, credo sia questo che giustifica l'insistenza. Ed è il più anziano, cioè quello senza più potenzialità, solo cose realizzate, qualunque siano. Cioè un po' di realismo in una Nazionale tutta da crescere. Balotelli è però lontano dalla scommessa, ha il sapore di un vecchio vizio, deve avere alternative. Nella Nazionale del «cresceremo» credo sia più stimolante e al passo con il tempo puntare su un intero reparto diverso, i migliori che abbiamo, quelli che o finiscono di diventare presto grandi o tutta la squadra resterà immatura con loro.

Penso a Bernardeschi-Belotti-Chiesa, un insieme di molte cose, ancora non continui dentro la partita, ancora non bastanti per ribaltare la strada, ma con una forte promessa dentro. Se dobbiamo sperimentare, meglio farlo con chi ha più cose da dire. Questo comporta un passo di lato di Insigne, che ha più qualità di tutti, ma forse proprio per questo tarda a entrare nelle idee di qualunque Nazionale. È anche in un momento particolare, a Genova Ancelotti lo ha messo fuori, c'è una discussione piccola ma seria su di lui a Napoli. E comunque in campo Insigne andrebbe lo stesso in tutte le partite, da tanto tempo non si gioca più solo in undici. È il momento di andare per vie semplici, non esperimenti ma prove d'autore con già in partenza previsioni di sostanza e risultati. È tempo che il coraggio lo trovi soprattutto Mancini. Va da sé che continuano a mancare i centrocampisti. Abbiamo perso De Rossi e Parolo, non abbiamo ancora trovato Jorginho e Gagliardini, non troviamo mai Verratti. Abbiamo acquistato un po' di velocità, che aumenta il rischio di confusione. Qui c'è bisogno di certezze subito. Perché parlare di attaccanti è sempre stimolante, ma senza dimenticare chi deve portare loro il pallone", conclude Sconcerti.

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