FCIN1908 / Crespo: “Icardi resti all’Inter. Italia? Ho sofferto, le manca Messi. Spalletti…”

Hernan Crespo, intervenuto a margine della festa della Fondazione Pupi, ha parlato anche del momento nerazzurro

Hernan Crespo, intervenuto a margine della festa della Fondazione Pupi, ha parlato anche del momento nerazzurro e delle prospettive in questo campionato:

ANDAMENTO INTER – “Fa piacere, l’Inter ha le carte in regola per sognare. È una stazione importante per questo campionato la partita di sabato”.

HIGUAIN E ICARDI – “Premesso che sono due grandissimi attaccanti, sui cross dalle fasce non c’è nessuno come Icardi. Sul gioco associato, entrando centralmente, Higuain è più forte”.

CHI LA DECIDE – “Mi dispiace per Higuain, io spero che Icardi continui a fare il suo e che l’Inter riesca ad espugnare questo stadio difficile”.

ASPETTATIVE SULL’INTER – “L’aspettavo da tempo, non è un caso. L’Inter appena ha trovato una stabilità societaria, le cose cominciano ad andare in un certo modo. Merito grande di Spalletti, è importante arrivare al momento giusto. Spalletti ha avuto questa fortuna tempistica e di capacità di portare l’Inter in alto ma si è trovato la società che, dopo anni di assestamento, inizia a camminare con i piedi per terra e forte”.

MILAN – “Mi aspettavo le difficoltà, non vedo chiarissimo a livello societario, senza nulla togliere a nessuno”.

DISPIACIUTO PER L’ITALIA – “Non sapete quanto, ho fatto 21 anni in Italia e altrettanti in Argentina. Ci siamo alzati presto con Pupi, Materazzi e Colonnese alle 3.45 del mattino, è stato pesante. A San Siro è stata dura, la differenza con l’Argentina è che c’è Messi. L’Italia non ce l’ha, ha le stesse difficoltà dell’Argentina ma non ha Messi”.

ICARDI – “Deve restare all’Inter, il Real è tanta roba ma l’Inter non è da meno. Giovane, capitano, ti vogliono bene tutti. Cosa c’è di meglio? Lascia stare”.

IL CALCIO IN ITALIA – “A quei tempi eravamo i primi al mondo, oggi non è da buttare. Il problema è quando sei abituato a comprare i migliori, oggi sei la terza scelta. Se sei abituato ad essere primo una vita e poi ti ritrovi terzo non ti fa piacere, non è così semplice. Oggi devi sviluppare, creare. Certe situazioni vanno sfruttate, ben venga l’Atalanta. Quando parli di grandi squadra come Inter, Milan e Juventus, si fa fatica per il settore giovanile. Si deve tornare un po’ come quando sfondavi in una piccola e ti prendeva una grande”.

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