Ausilio pensa al futuro, ma tanto l’Inter (per i soliti) ha un problema irrisolvibile

Ausilio pensa al futuro, ma tanto l’Inter (per i soliti) ha un problema irrisolvibile

Sei vittorie consecutive e punteggio pieno in Champions, l’Inter ha dato una spallata alla crisi, ma questo non sembra bastare

di fcinter 1908

L’Inter attira attorno a se tante attenzioni, lo ha sempre fatto. La squadra nerazzurra è sempre motivo di discussione, questione di appeal. Attrazione che genera giudizi, qualche volta giusti, spesso sbagliati. L’universale legge del calcio, specie quella del movimento italiano, è sempre stata una: «Contano i tre punti, niente altro». Vale per tutte la partecipanti al gioco meno che per l’Inter, cui invece viene sempre chiesto qualcosa in più. Vincere giocando un calcio poco spettacolare è toccato a molte big, (Capello ne è stato il sovrano) lusingate con frasi del tipo: «Vincere tra le difficoltà è sinonimo di compattezza e personalità». Non all’Inter, dove vincere senza brillare significa sempre e comunque che prima o poi i nodi verranno al pettine. Perché le altre sono ciniche, l’Inter è fortunata. Questo sulla buona sorte è un argomento che torna a galla da anni, non perdona.

CONTROSENSI – L’Inter non ha ancora trovato il perfetto equilibrio, questo è un dato di fatto a cui però se ne aggiunge immediatamente un altro: i nerazzurri hanno vinto sei partite di fila, qualcosa di buono ci sarà. Ma intanto ci si concentra sull’importanza dei singoli ed è proprio qui che viene il bello. Perché Spalletti ha improvvisamente realizzato di non poter proprio fare a meno dei suoi uomini migliori: «Cosa c’è di strano», vi chiederete. Accade ovunque e a tutti gli allenatori. È vero, ma all’Inter è diverso. Perché in passato si evidenziava l’assenza di un sufficiente numero di leader, adesso li si incolpa di rendere l’Inter a loro dipendente. Almeno fosse vero. «L’Inter di Spalletti ha un grave problema, se Nainggolan non gira al massimo, la squadra si inceppa». E intanto, col “Ninja” a mezzo servizio, l’Inter vince. Ma i nerazzurri hanno un’altra questione da regolare: «Senza Brozovic la squadra non ha un regista», ma intanto in questa striscia consecutiva di vittorie, il croato è stato fuori un paio di volte. «Si, ma la coppia Skriniar-de Vrij non può essere toccata», però anche con Miranda in campo l’Inter ha conquistato i tre punti. A proposito, ma i gol di Icardi? L’Inter ha vinto anche senza il suo capitano (quello che prima non aiutava e adesso si fa in quattro), contro il Cagliari, per esempio, quando l’ha sbloccata Lautaro Martinez. A proposito, questo è un problema ancora più grande: «Come fai a tenere fuori uno così?», mentre solo pochi mesi fa si diceva «Ma come puoi avere in panchina Eder, che entra e non decide mai?». Insomma, l’Inter ha scoperto che senza de Vrij, Brozovic, Nainggolan, Icardi e l’intermittente Perisic, fatica a vincere. Dici niente, insieme fanno mezza squadra. Anzi, diversamente dal passato, i nerazzurri possono contare su più soluzioni, dato che a piacere, una volta uno una volta l’altro, alcuni uomini vengono indicati come imprescindibili e fondamentali. Cresce la leadership in mezzo al campo, bene così.

PROIEZIONI COMPLESSE – L’Inter non è una macchina perfetta, qualcosa da sistemare c’è e probabilmente Ausilio si starà attrezzando per riuscirci già a gennaio. Il buco a centrocampo esiste, accanto a Brozovic serve un uomo di maggiore spessore e personalità, dato che Spalletti si ostina a non abbassare Nainggolan nel ruolo di mediano, ma tutte le altre opinioni sembrano figlie di analisi superficiali, che non tengono conto del momento. La proiezione al futuro è esercizio assai difficile, mentre il presente ci mette di fronte all’inconfutabile dato delle 6 vittorie consecutive: sono tutto e sono niente, ma di sicuro in giro c’è di peggio e si tace: «Addò ver‘ e addò ceca», recita un noto detto partenopeo, se ne comprenderete il senso troverete la soluzione.

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