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Bastoni, da scommessa a bandiera Inter. Non solo difensore: con Inzaghi si trasforma

Bastoni, da scommessa a bandiera Inter. Non solo difensore: con Inzaghi si trasforma

Il difensore dell'Inter continua la sua crescita e in questa stagione dimostra di non essere solo un centrale di grande affidabilità

Andrea Della Sala

Nell'Inter di Inzaghi sta crescendo sempre di più un giocatore: Alessandro Bastoni. Il difensore è in ascesa costante e nelle ultime prestazioni si sta facendo notare non solo per le qualità da difensore.

"Bastoni è cresciuto in provincia di Cremona, città di Guarneri, e si è fatto calciatore a Bergamo, la provincia di Facchetti. Può diventare la bandiera di un’altra Grande Inter. Domani torna a Bergamo come un americano che ha fatto fortuna, campione d’Italia e d’Europa. Torna dallo scultore che lo ha scolpito: Gasperini. Appena lo vide ragazzino, gli venne la tentazione di farlo giocare a centrocampo, con quel passo e con quei piedi buoni. Non è il solito difensore che si sgancia. E’ un’altra cosa, unica: difensore e centrocampista nelle stesse dosi. Resta in attacco, anche a palla persa. Un gol e un assist contro la Lazio, ma è stato contro la Juve in Coppa Italia che ha gettato la maschera. Era visibile a occhio nudo la sua anomalia tattica. Le statistiche hanno dato la conferma: la zona di campo in cui ha giocato più palloni (16) è stata quella a cavallo della linea di centrocampo; la seconda (13) è stata quella attigua, appena più a nord, verso Perin. Significa che ha manovrato più nella metà campo della Juve che nella sua. Il campetto delle posizioni medie ci mette il timbro: Bastoni è rimasto più alto di Brozovic, a ridosso di Perisic e Calhanoglu. Stiamo parlando di un centrale difensivo…", analizza La Gazzetta dello Sport.

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"A chi ha passato più palloni? Non a De Vrij, ma a Calha (18), Brozovic (13) e Perisic (13). Vuol dire che il ragazzo completa il quadrilatero creativo che ha dato a Inzaghi gioco e dominio. Un ruolo da colletto bianco che si è guadagnato grazie a una personalità innata, ma anche a una crescita tecnica notevole: è in viaggio verso la serenità e la pulizia di palleggio di Paolo Maldini. E’ cresciuto anche come difensore puro: più concentrato, meno istintivo. Quando Caldara lo vide sbocciare a Zingonia, riconobbe subito con lucida onestà: «E’ più forte di me». Quando Chiellini spiega: «Ho detto a Basto che solo loro possono perdere lo scudetto», tradisce una confidenza, figlia della stima. I campioni si annusano. Il Chiello sa che Basto è già il futuro dell’Italia. Schema diverso? Conta poco, perché la rotazione di Spinazzola prevede l’impostazione a tre, perciò Bastoni avrà spazi per salire e impostare anche con Mancini. Per l’Inter e per la Patria: come Giacinto", spiega il quotidiano.

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