Blackout Inter, a Bergamo nerazzurri con la testa altrove. La squadra difetta di…

Blackout Inter, a Bergamo nerazzurri con la testa altrove. La squadra difetta di…

Dopo sette vittorie consecutive, l’Inter si ferma a Bergamo

di Gianni Pampinella

Dopo sette vittorie consecutive, l’Inter si ferma a Bergamo. La squadra di Luciano Spalletti viene travolta da un’ottima Atalanta che domina per buona parte della gara. Il giorno dopo il 4-1, la Gazzetta dello Sport analizza così la sconfitta dei nerazzurri: “Riecco l’Inter psico-fragile e incapace di dare continuità a se stessa, alle sette vittorie di fila da cui proveniva. L’Atalanta l’ha sbranata con ferocia e il messaggio è forte: ma quale anti-Juve, l’Inter deve interrogarsi sul solito auto-spegnimento caratteriale, prima ancora che fisico. Le fatiche del martedì di Champions League contro il Barcellona costituiscono un’attenuante molto generica. Parliamo di un match giocato cinque giorni prima, quattro e mezzo se vogliamo essere pignoli e considerare la mezza giornata di differenza tra l’ora di cena e l’ora di pranzo. C’era tutto il tempo per recuperare e riprogrammarsi, eppure a Bergamo sono bastati pochi minuti per capire come l’Inter avesse la testa altrove, alla sosta, e come le motivazioni fossero ai minimi termini. Disdegnare l’Atalanta e lo stadio «Azzurri d’Italia» con i suoi 20mila spettatori, perché si arrivava dai 75mila di San Siro contro il Barcellona. Non si vincono così gli scudetti e come l’anno scorso si rischia di acciuffare la qualificazione Champions all’ultimo istante, di straforo”.

TERZO SCIVOLONE – Terza sconfitta in campionato, le prime due erano arrivate all’inizio contro Sassuolo e Parma. Nove punti buttati via contro formazioni di seconda o terza fascia. Non c’è dubbio che l’Inter sia superiore per struttura e parco giocatori a chi l’ha battuta, e se perdi contro chi è inferiore in teoria, significa che la pratica è lacunosa. All’Inter difetta l’affidabilità, la serialità di rendimento. Discese ardite e risalite, il problema è antico, anzi endemico. Crogiolarsi nella pazzia sarà la consueta e stantia consolazione“.

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