Conte non è “pirla”, voi tenetevi i maestri. Inter, vincere questo derby vale di più

L’editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: la settimana del derby, l’emergenza Covid e un Antonio Conte troppo criticato

di Alfio Musmarra, @IlMusmy

Più ci si avvicina al derby, più vedo crescere lo scetticismo tra molti tifosi interisti. Certo le assenze forzate causa Covid-19 riducono all’osso le scelte di Conte ed assottigliano una panchina che quest’anno brilla per opulenza. Tuttavia in campo andrà una squadra comunque all’altezza dell’impegno e non condivido l’idea della sconfitta per partito preso.

È lapalissiano che sarebbe stato di gran lunga meglio avere tutta la rosa a disposizione, ma bisogna adeguarsi al momento storico e andare avanti con le proprie forze. Una situazione del genere può unire ancora di più uno spogliatoio di per sé straordinario che ha bisogno forse di una scintilla per far esplodere un potenziale ancora inespresso.

Magari in queste condizioni anche a livello inconscio la squadra non rischierà di sottovalutare l’impegno come fece lo scorso anno, ma il vero problema non è il derby in sé, ma il filotto di partite che seguiranno.

UN VERO TOUR DE FORCE

Sette partite in 23 giorni sono un vero e proprio tour de force nel quale sarà fondamentale l’apporto di tutti, ma soprattutto recuperare il maggior numero di atleti per consentire al tecnico di ruotare la rosa. Forse abbiamo tutti sottovalutato l’impatto della diffusione del virus tra i calciatori, ritenendoli immuni dopo i numeri dei professionisti alla ripresa dopo il lockdown.

Il problema adesso è emerso in maniera devastante e l’impatto sul campionato si farà sentire molto di più di quanto immaginiamo. Ma il carrozzone deve andare avanti, l’importante però è che ci siano regole chiare per tutti, senza furbetti dell’ultimo minuto.

Vincere o perdere obtorto collo sarà subordinato alle forze che ognuno potrà presentare in campo. E sarà il caso che ognuno lo fissi nella propria mente prima di iniziare la caccia all’uomo che partirà al primo passo falso di questa o quella squadra. Gli allenatori si troveranno di fronte situazioni impreviste ed imprevedibili non facilmente catalogabili anche nel corso degli allenamenti settimanali. Evitiamo frasi fatte, il problema è evidente e in un modo o nell’altro toccherà più o meno tutti.

UNA LOTTERIA

Di sicuro le variabili aumentano. Tra covid, infortuni, squalifiche sarà determinante anche il momento. Perché un conto sarà avere i giocatori contati contro avversari abbordabili, altro canto sarà invece avere la rosa ridotta nei periodi cruciali. Ma è inutile pensare al peggio. Testa bassa e lavorare. Guai a piangersi addosso perché vorrebbe dire approcciarsi alla battaglia che ci aspetta già in una condizione mentale di difficoltà e quest’anno non possiamo proprio permettercelo anche per la profondità della rosa a disposizione.

Contro il Milan sarebbe auspicabile vedere una squadra sì ferita ma orgogliosa, conscia della propria forza, che rispecchi il carattere del tecnico che ha in panchina che resta tra i più quotati in Europa, nonostante contro di lui ci sia siano sempre i fucili spianati.

Perché da quando è all’Inter sembra che Antonio Conte non abbia vinto nulla, sembra diventato un ‘pirla’  (cit), di lui si parla solo dell’ingaggio e di fallimenti qualora non centrasse almeno un obiettivo.  Mentre altri che non hanno ancora vinto nulla da allenatore vengono definiti ‘maestri’, rivoluzionari, visionari del calcio. Mah. Contenti voi.

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