Da Icardi a Perisic, all’Inter di Spalletti mancano 120 milioni. Solo tre hanno fatto il salto

La stagione dell’Inter altalenante ha inciso anche nella valutazione dei giocatori

di Andrea Della Sala, @dellas8427

La stagione dell’Inter, in qualsiasi modo finisca, non può considerarsi positiva. La squadra nerazzurra ha fallito troppi match point, poteva essere da tempo già qualificata e, invece, si ritrova a dover battere l’Empoli nell’ultima giornata. Inoltre, molti giocatori hanno avuto un rendimento al di sotto delle aspettative sotto la guida di Spalletti e per l’Inter si considera una perdita di 120 milioni di euro.

ICARDI“L’icona di questo malessere è di sicuro Mauro Icardi, l’ormai ex capitano che con la fascia ha lasciato per strada anche decine e decine di milioni. Quella clausola da 110 milioni di euro è ormai fuori mercato. Più realistico pensare a una valutazione tra i 60 e i 70 milioni. Un flop da 50 milioni, per intendersi. E all’Inter non hanno certo gradito. In questa fase Marotta e Ausilio sperano in uno scambio vantaggioso dal punto di vista tecnico per attutire il problema, ma non è una soluzione semplice. Non a caso gli approcci con la Juve per avere al suo posto Paulo Dybala sono stati sinora inutili”, spiega La Gazzetta dello Sport.

Perisic in gol contro il Chievo

PERISIC“Non è molto differente la situazione di Ivan Perisic, il rivale dell’argentino nelle fasi più calde di una stagione in cui nello spogliatoio sono affiorate le contraddizioni più spinose. La scorsa estate nel dialogo con il Manchester United i nerazzurri chiedevano 50 milioni per la loro freccia, ma ora quella quota è lontana. Vendere il croato a 30 milioni adesso sarebbe un successo

ed anche in questo caso la svalutazione è dovuta essenzialmente a una crisi ambientale”.

NAINGGOLAN“In questa scia merita un posto di rilievo anche Radja Nainggolan, sbarcato a giugno su esplicita richiesta di Spalletti. Tralasciando il tema dello scarto di Zaniolo quell’operazione da 39 milioni ha impegnato non poco il club, e ora il belga (nonostante un finale in crescendo) non può essere valutato più di una quindicina di milioni. Una sofferenza evidentemente virtuale, ma non per questo meno significativa”.

GLI ALTRI“Nel solco nero sono finiti anche Gagliardini, Dalbert e Vecino. Se l’ex atalantino era arrivato nelle gestioni precedenti, il terzino francese e il centrocampista uruguaiano rientrano nel periodo spallettiano: anzi, quest’ultimo fu ingaggiato proprio su sua indicazione insieme a Borja Valerio dalla Fiorentina. Anche in questi casi i paragoni non regalano sorrisi: Gagliardini (pagato 25), Vecino (24) e Dalbert (22) ora non possono essere venduti a più di 15 milioni ciascuno. Ovviamente queste stime non tengono conto di un’opzione: e se molti di essi si rivalutassero sotto la guida di Conte? Inutile dire che la proprietà fa conto su un’eventualità del genere. Il calcio regala spesso alti e bassi di questo tipo e i cambi di allenatore puntano proprio sull’effetto-novità”.

SALTO“A completare il quadro va detto anche che la stagione agli sgoccioli ha permesso ad alcuni nerazzurri di fare un bel salto in alto. Ad esempio Lautaro Martinez ormai vale più di 40 milioni e si è rivelato un investimento proficuo. Allo stesso modo lo slovacco Skriniar ha proseguito la sua ascesa e il suo prezzo oscilla intorno ai 75 milioni. Anche De Vrij (arrivato a parametro zero) adesso ha estimatori per 20 milioni. Tra le spine, insomma, spunta anche qualche fiore”.

(La Gazzetta dello Sport)

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