ESCLUSIVA Boeri: “Ecco lo stadio dell’Inter che progettai con Moratti. San Siro? I miei lavori dicono che…”

ESCLUSIVA Boeri: “Ecco lo stadio dell’Inter che progettai con Moratti. San Siro? I miei lavori dicono che…”

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva il noto architetto per saperne di più sul nuovo stadio di Inter e Milan

di Marco Macca, @macca_marco

Il gigante sembra stanco, pronto ad addormentarsi. Guarda il futuro all’orizzonte e capisce che, forse, il suo tempo è arrivato. Lasciare spazio al futuro, d’altronde, a volta diventa una necessità, per quanto dolorosa essa possa essere. La malinconia sembra avere la consistenza della foschia che lo avvolge la notte in occasione delle grandi partite, l’affetto e la commozione dei tifosi potrebbero non bastare a sorreggere le sue colonne. Il simbolo di un colosso silenzioso a volte e altre ruggente. Semplicemente unico. Pronto a chiudere gli occhi. Forse per sempre. Sono i giorni in cui Inter e Milan sono chiamate a prendere una decisione importante in merito a quella che potrebbe essere la loro casa. I due club sembrano sempre più decisi a lasciare (e a demolire) San Siro per costruire uno stadio tutto nuovo, proiettato nel futuro. “Il più bello del mondo”, come l’ha definito Paolo Scaroni, presidente del Milan. Per capire come potrebbe evolversi la vicenda, FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva Stefano Boeri, uno dei maggiori esponenti dell’architettura italiana (fra le sue opere, ricordiamo il Bosco Verticale di Milano) e noto tifoso nerazzurro.

Inter e Milan sembrano orientate alla costruzione di uno stadio ex novo che possa sostituire San Siro. Secondo lei è la scelta giusta?
Sono sempre stato dell’idea che si debba far di tutto per salvare San Siro. Mi sono sempre speso in questa direzione, al punto che ho anche fatto, 7-8 anni fa, un progetto illustrando come si potrebbe far convivere meglio le due società all’interno dello stadio. Con l’abbandono del Trotto, si potrebbe sfruttare quell’area per creare l’ingresso di una delle due squadre. Tutta l’area est dello stadio, quella che comprende spogliatoi, Sky box ecc., potrebbe diventare ‘lo stadio dell’Inter’, mentre l’area ovest lo stadio del Milan, o viceversa. Ho chiamato questa idea ‘Uno stadio per due’: le due squadre avrebbero in condivisione il campo da calcio, ma totale autonomia di gestione di San Siro. Ma se poi le squadre ritengono che ciò non sia possibile, penso che comunque questa idea di committenza sia importante replicarla anche nel nuovo stadio. Secondo me, però, sarebbe meglio prima sperimentare il tutto su San Siro, che è un edificio storico a livello mondiale. Poi io sono un architetto e guardo se sempre al futuro…

Nei giorni scorsi, però, Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha sostenuto che ristrutturando San Siro non si riuscirebbe mai a replicare il risultato che si avrebbe in caso di costruzione di un impianto ex novo.
Non prendo posizioni nette: io ci ho provato, la mia idea è lì e secondo me funzionerebbe molto bene. Ma non bisogna chiudere le porte alle varie soluzioni. Sarebbe bello immaginare, per il nuovo stadio, un grande concorso internazionale a cui possano prendere parte i più grandi architetti del mondo. Ma comunque ricordo che San Siro è un unicuum nella storia dell’architettura in merito alle grandi infrastrutture sportive: è come se a Milano ci siano tre stadi in uno. I tre anelli sono stati costruiti a distanza di anni l’uno dall’altro e ognuno di essi ha una propria struttura indipendente. Al primo anello, per esempio, ci sono ancora le scuderie, al secondo una struttura con le rampe, mentre al terzo i grandi cilindri. E’ una struttura che fa scuola. Io ho progettato un San Siro che possa permettere alle società di non condividere più gli spazi al di fuori del campo da calcio, il che significherebbe ridurre di molto i costi. Se pensiamo che oggi, ogni 2-3 giorni, Inter o Milan devono cambiare tutti i materiali, le pareti, il catering e quant’altro, ci rendiamo conto che i costi sono assurdi. Secondo il mio progetto, invece, i tifosi dell’Inter e del Milan avrebbero in pratica due stadi dedicati a loro.

Quali differenze ci sono, in termini di costi, tempi di realizzazione e impatto sulla città tra la ristrutturazione di San Siro e la realizzazione di un impianto completamente nuovo?
Credo che lavorando su San Siro, proprio perché c’è l’area del Trotto, i lavori potrebbero essere in gran parte esterni allo stadio, non toccandolo in maniera importante, ma facendo un lavoro importante di riqualificazione dell’area. In caso di stadio nuovo, ovviamente, tutto sarebbe più semplice, dato che San Siro rimarrebbe in piedi fino al completamento del nuovo impianto. Ovviamente si parla di tempi diversi: mettendo a posto l’area del Trotto, potrebbe volerci un anno; in caso di stadio nuovo, parliamo di tre anni.

Perché l’eventuale realizzazione di uno stadio nuovo comporterebbe inevitabilmente alla demolizione di San Siro? E’ impossibile pensare a quell’area in cui convivano entrambi gli impianti?
Perché i costi di manutenzione di San Siro sono molto alti: lo stadio è di proprietà del Comune, ma è in gestione alle società, che provvedono a pagarne i costi di servizio. Non credo, dunque, che sia sostenibile per una sola squadra pagare i costi di gestione. E questo lo dico perché conosco la storia, dato che in passato ho lavorato con l’Inter: io ero l’architetto dell’Inter e ho lavorato con l’architetto Ragazzi, che lavorava con il Milan, per la questione stadio.

Secondo lei la decisione di Inter e Milan di realizzare un nuovo impianto insieme non rappresenta, per entrambi i club, un’occasione persa per costruire la propria casa sulla scia delle altre grandi società europee?
So che sarebbe un’anomalia rispetto alle altre squadre e città d’Europa come Madrid e Barcellona, ma è una bella anomalia. Mi piace, è una storia italiana, se pensiamo ad altre città come Genova e Roma. La condivisione dello stadio, se viene fatta come in modo intelligente, è una bella storia. Mi piace l’idea che le squadre condividano il campo di calcio: due rivali nella stessa città, è un bell’esempio di come si possa condividere lo stesso suolo pur avendo colori e anime differenti. E, oltrettutto, riduce molto i costi.

Anche se questo significherebbe mettere da parte l’idea di uno stadio tutto nerazzurro?
Anni fa l’ho progetto uno stadio per l’Inter su commissione del presidente Moratti: aveva la forma di luna, dato che l’Inter è una squadra lunatica, ero molto contento. Sarei l’uomo più felice del mondo (di realizzarlo, ndr), ma questo conterebbe poco rispetto all’utilità della questione, dato che comunque stiamo parlando di costi molto elevati. Credo che farlo insieme sia un fatto più sostenibile e mi pare che da questo punto di vista le squadre abbiano deciso.

Perché con il presidente Moratti non si andò fino in fondo con il nuovo stadio?
Perché penso che negli anni scorsi, quando una squadra provava a realizzare un proprio impianto, l’altra società faceva sempre in modo che ciò non avvenisse, dato che non voleva rimanere col cerino in mano in uno stadio molto costoso dal punto di vista della manutenzione. La politica è sempre intervenuta, in un modo o nell’altro, per bloccare questa cosa.

Parlando in termini di ricavi annuali, la scelta di un nuovo stadio in comune non potrebbe essere penalizzante? Molti tifosi si chiedono se la scelta di proseguire insieme possa in qualche modo privare le società di guadagni importanti…
No, anzi. L’idea è quella di uno stadio con ingressi separati e ciò non avrebbe alcun impatto negativo sulla questione introiti, ma ha solo aspetti positivi sul piano della divisione dei costi: manutenzione del campo, illuminazione, condizionamento. Questi sono costi molto importanti.

Come sarà strutturato l’eventuale nuovo stadio di Inter e Milan? A quale modello potrebbe ispirarsi?
Non so, perché non ho avuto nessun contatto. Ma se dovessi avere la possibilità, certamente proporrei la mia idea.

Quella dell’impianto in zona San Siro è l’unica ipotesi percorribile oppure c’è la possibilità che alla fine i due club (o uno di essi) decidano diversamente?
Non escludo che si possa anche andare in un’altra area, ma la questione è quella: si fa uno stadio per due squadre o per una sola squadra? Dato per scontato che nessuna delle due gestirà da sola San Siro, direi che sarebbe piuttosto improbabile vedere due stadi nuovi. Dunque, costruire un solo stadio nuovo nella zona di San Siro avrebbe vantaggi evidenti

Cosa si sente di dire ai tanti tifosi romantici ormai quasi malinconicamente rassegnati alla demolizione di San Siro?
Che io la penso come loro. Mi sono molto operato per immaginare che restando a San Siro si possa creare una situazione ottimale di coabitazione. E’ quello che ho provato a fare, come dimostrano i miei progetti.

NELLA PAGINA SUCCESSIVA, IL NUOVO SAN SIRO CONDIVISO SECONDO BOERI

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