ESCLUSIVA Valenti: “Suning, ora i fatti! Cagasotto chi non vuole Mou. Lui o Conte oppure ci dicano…”

ESCLUSIVA Valenti: “Suning, ora i fatti! Cagasotto chi non vuole Mou. Lui o Conte oppure ci dicano…”

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva il conduttore, noto tifoso nerazzurro

di Marco Macca, @macca_marco

Un’altra occasione persa, in una stagione che procede a piccoli passi, tra mancati salti di qualità e un obiettivo (minimo) che, nonostante tutto, si avvicina. L’Inter avanza, ammesso che questo termine sia quello più appropriato, verso la conferma in Champions League. Una conferma che, però, è ancora tutta da conquistare, a cominciare dall’insidiosissima trasferta di Udine, storicamente tutt’altro che agevole per i nerazzurri. E allora, viene da tornare con le riflessioni a sabato sera, a quell’1-1 contro una Juventus già campione d’Italia, ma anche alle sfide contro Lazio, Atalanta e Roma: tutte potenzialmente decisive per chiudere il discorso, tutte a San Siro e tutte fallite dagli uomini di Luciano Spalletti. Che si gioca la riconferma, dividendo i tifosi, tra quelli propensi a dargli un altro anno (magari con un mercato importante alle spalle) e chi, con Conte e Mourinho liberi, vorrebbe una risposta importante da Suning per fare il definitivo salto di qualità e puntare finalmente a vincere davvero. Per parlare dei tanti rimpianti della stagione interista e proiettarci verso la prossima, FCInter1908.it ha contattato in esclusiva Giacomo Ciccio Valenti, conduttore e noto tifoso nerazzurro.

Buonasera Giacomo. Allora, che Inter hai visto nel derby d’Italia?
Abbiamo preso un punto, ma c’è rabbia, perché potevano essere tre. Però, questo è quello che passa il convento, soprattutto in questo tipo di partite. Mi sono piaciuti i minuti finali disputati da Lautaro.

Hai detto che potevano essere tre punti. Ci permettiamo di aggiungere che dovevano essere tre…
Sì, dovevano essere tre, senza dimenticare, comunque, che avevamo di fronte la squadra che ha vinto in Italia negli ultimi anni. L’inizio è stato notevole, poi però non siamo riusciti a chiudere la partita.

E’ un’occasione persa?
Le partite si possono vincere e perdere. Dispiace che non siano arrivati i tre punti, ma in questa stagione ci sono state cose ben più gravi…

Si fa più complicata per la Champions ora, calcolando che l’Inter ha ancora la trasferta di Napoli…
Secondo me sarà molto importante la prossima a Udine. E’ una gara tosta, che abbiamo sempre sofferto. Sarà un appuntamento faticoso, mi auguro che la squadra lo possa portare a casa.

Vorremmo fare con te un’analisi della gestione della partita di Spalletti: ti hanno convinto i cambi? Non pensi che si potesse osare di più in una partita che per i nerazzurri era assolutamente da vincere, magari inserendo prima Lautaro Martinez in coppia con Icardi?
Lautaro è uno che fa giocare bene la squadra, perché ha carattere, ha voglia, è capace di giocare negli spazi stretti e di sponda. E’ un giocatore che non dovrebbe mai mancare nella squadra, almeno io la penso così. Penso abbia avuto un ottimo impatto nell’Inter, mi piace molto. Se si doveva osare di più? Non so dire se ci sono mancanze dell’allenatore o di qualità del materiale umano. Di certo, dalla prossima stagione, si dovrebbe uscire da questo meccanismo di mediocrità. Per realizzare i proclami che sono stati fatti, bisognerebbe cambiare sia il timoniere che il materiale umano. Ora Suning deve far vedere di che pasta è fatta.

Lazio, Atalanta, Roma e Juventus: quattro match point Champions giocati tutti a San Siro e, di fatto, tutti falliti. Come te lo spieghi?
In questo momento non ci sono giocatori capaci di sbloccare una partita, dando un’identità di gioco. Non si riesce a mantenere il vantaggio una volta sbloccata la partita.

Si parla tanto del futuro della panchina dell’Inter e, secondo alcune voci, Suning potrebbe decidere di continuare con Spalletti anche e soprattutto per evitare un grosso esborso economico. Non trovi che sia un brutto segnale dato dalla proprietà riguardo alle proprie ambizioni?
Mi dispiace, perché comunque nutro grande affetto nei confronti di Spalletti, però devono cambiare tante cose. Devono arrivare anche dei giocatori capaci di cambiare il volto di una squadra, di sbloccare certe partite e capaci di gestire un eventuale vantaggio, cose che quest’anno non ci sono state. Se si mantengono lo stesso allenatore e la stessa squadra, onestamente si è fatto poco. Ci vuole un cambio di passo: se non ci dovesse essere, secondo me ci troveremmo di fronte a un’altra stagione volta a puntare alla qualificazione in Champions League. Mi permetto di dire che, dopo un po’ di anni, meriteremmo di avere qualcosa di più.

Anche perché il nuovo amministratore delegato starebbe spingendo per avere un suo uomo, Conte o Allegri che sia…
Conte o Allegri sono due concetti di allenatore molto differenti: Conte dà un’immagine e un’impronta alla propria squadra molto forti, Allegri ha dimostrato di saper gestire anche i campioni. Secondo me, però, noi in questo momento di campioni non ne abbiamo e, dunque, serve qualcuno che dia identità. Dopodiché, Mourinho mi sembra che abbia dimostrato tutto l’amore e l’affetto possibili, e che si sia proposto abbastanza chiaramente.

Quindi, se tu dovessi fare un nome, sarebbe Josè?
Credo che ora Mourinho sia l’unico in grado di compattare la tifoseria nerazzurra. Se poi uno mi viene a dire che è una minestra riscaldata, come ho già scritto, mi deve anche dire che pastasciutta così buona abbiamo avuto in questi sette anni. Sento dire che il ricordo potrebbe essere rovinato: a chi sostiene questo, dico che è un cagasotto. Io voglio giocarla. Se vuoi vincere, bisogna fare certe cose.

Noi non vogliamo andare necessariamente contro Spalletti, ci mancherebbe, ma non pensi che Conte e Mourinho entrambi liberi contemporaneamente rappresentino un treno da prendere al volo e che forse passa una volta sola?
Assolutamente sì. Se uno dei due non viene preso, significa che non può essere preso, e in questo caso si fa dura.

Cominciare la prossima stagione con un allenatore tenuto solo per un discorso economico non rischia di depotenziare l’allenatore stesso, dato che non resterebbe in virtù del suo progetto tecnico?
Significherebbe non aver fatto il salto di qualità. Bisogna dare la possibilità di sognare a 60 mila persone che ogni volta vengono a vedere la partita allo stadio. Voglio sognare, mi sembra giusto averne la possibilità. Se poi non si può, che ce lo dicano. La questione Conte-Mourinho è una cartina tornasole: possiamo sognare o no? Ditecelo.

Chissà che quei 60 milioni totali, tra eventuale esonero di Spalletti e ingaggio di Conte, non vengano spesi per un top player nel prossimo mercato…
A questa squadra bisogna dare un’identità che in questo momento non c’è. Serve assolutamente qualcuno che dia un’anima.

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  1. user-14125160 - 6 mesi fa

    semplice Ciccio lasciare vuoto lo stadio è il minimo da fare.

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