Icardi atteso dall’esame San Siro: fischi o tregua? L’ultima volta che fu contestato…

L’attaccante argentino torna in campo al Meazza a due mesi dall’ultima volta

di Fabio Alampi, @FabioAlampi

A più di due mesi dall’ultima volta (3 febbraio, sconfitta casalinga con il Bologna), Mauro Icardi torna a indossare la maglia dell’Inter a San Siro: l’attaccante argentino guiderà l’attacco nerazzurro nella sfida di oggi pomeriggio contro l’Atalanta. Che clima ci sarà al Meazza nei suoi confronti? La Gazzetta dello Sport prova a fare un quadro della situazione: “Inter-Atalanta sarà una doppia prova importante, a questo riguardo. Sarà un crash-test per la corazza di Maurito, nel caso il Meazza gli si rivoltasse contro. Ma pure un test elettorale di popolarità: come si posizionerà il pubblico interista di fronte al numero 9 ritrovato, e magari «segnante»? Le dichiarazioni di voto sono state in alcuni casi chiare. La Curva Nord ha ribadito ieri che non «farà nessun passo indietro» verso un giocatore che considera ormai fuori dall’interismo, ma sottolinea anche che Icardi «verrà considerato il giusto». Non ci saranno 90′ di fischi, insomma, e una fetta di «Icardisti» promette invece applausi. A occhio, si tratta di una minoranza, però li si conterà oggi a San Siro“.

IL PRECEDENTE – “Di sicuro non è la prima volta che si trova contestato. Al tempo della prima rottura con la Curva, quella seguente all’autobiografia (e al passaggio incriminato di una lite con gli ultrà raccontata con l’inserimento di una maglia strappata a un bambino), il clima era anche più caldo. Icardi si trovò gli ultrà sotto casa, che aspettavano beffardamente «i suoi amici argentini» con cui, sempre nel libro, diceva di averli minacciati. A San Siro fu fischiato dalla Nord anche prima e dopo un rigore che, quello sì, sbagliò. Era il 16 ottobre 2016, l’Inter perse col Cagliari. Dieci giorni dopo, al ritorno al Meazza, però segnò una doppietta nel 2-1 sul Toro: aveva rodato le spalle dell’architetto. Allora il resto dello stadio non aveva motivi per unirsi ai contestatori. Oggi qualche altro cuore potrebbe essere stato infranto“.

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