Inter, con l’addio di Santon si chiude un’epoca: se ne va l’ultimo reduce del Triplete

Inter, con l’addio di Santon si chiude un’epoca: se ne va l’ultimo reduce del Triplete

Il difensore lascia i nerazzurri nell’ambito dell’operazione Nainggolan

di Fabio Alampi, @FabioAlampi

Si è chiusa oggi l’avventura all’Inter di Davide Santon: il difensore classe ’91 passa alla Roma a titolo definitivo nell’ambito dell’operazione Nainggolan. Una storia lunga 13 anni, cominciata quando il piccolo Santon aveva solamente 14 anni, intervallata solamente dal prestito al Cesena e dall’esperienza inglese al Newcastle. Nel mezzo gioie e delusioni, applausi e fischi, trionfi e sconfitte, per un giocatore che non è riuscio a mantenere le promesse di inizio carriera quando, non ancora maggiorenne, veniva considerato un predestinato da gente come Mourinho e Lippi, scomodando paragoni ingombranti con mostri sacri come Facchetti e Maldini. Santon lascia l’Inter dopo 110 presenze, con un palmares che comprende 2 campionati, una Coppa Italia, 2 Supercoppe Italiane, una Champions League e un Mondiale per Club.

L’ULTIMO REDUCE DEL TRIPLETE – Cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, con il quale vinse un campionato Under 15, uno Under 17 e un Torneo di Viareggio, Santon venne lanciato in Prima Squadra da José Mourinho, collezionando in poco tempo presenze in Serie A, in Coppa Italia e in Champions League, guadagnandosi un posto da titolare nonostante la giovanissima età. Un esordio da applausi, che gli valse addirittura la convocazione con la Nazionale maggiore a soli 18 anni e 5 mesi e la successiva partecipazione alla Confederations Cup. Un predestinato, come disse lo stesso ct Azzurro Marcello Lippi. Ma quella prima stagione tra i “grandi”, anzichè essere il suo trampolino di lancio, si rivelò il punto più alto della sua carriera: l’anno seguente vinse il Triplete con l’Inter, ma le sue prestazioni non raggiunsero i livelli dell’annata precedente. Troppe aspettative, troppe attenzioni e qualche problema fisico di troppo condizionarono il resto della sua carriera: il prestito al Cesena non servì a rivitalizzarlo, così come non servì il triennio al Newcastle. Nel gennaio 2015, a sorpresa, il ritorno in nerazzurro su richiesta di Roberto Mancini, ma la seconda parentesi interista si rivelò un fallimento: mai protagonista, bersaglio dei tifosi, poche luci e moltissime ombre. Oggi saluta Milano, direzione Roma, con la consapevolezza che questa volta non si tratta di un arrivederci: per Santon è tempo di voltare pagina. Con lui se ne va l’ultimo reduce del Triplete: per l’Inter si chiude un’epoca.

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