Inter, ecco i 4 comandamenti di Spalletti. Thohir e stadio: quanto dobbiamo aspettare?

Inter, ecco i 4 comandamenti di Spalletti. Thohir e stadio: quanto dobbiamo aspettare?

L’editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908

di Alfio Musmarra, @IlMusmy

Siamo entrati nel mese da esaurimento: il calciomercato impazza, destabilizza ed offusca le menti dei tifosi. Sinceramente noi interisti avremmo fatto volentieri a meno dell’ultimo mese di partite, che hanno fatto riaffiorare gli spettri di un passato che avevamo cercato di allontanare in tutti i modi. Ma è evidente che ci sono delle oggettive difficoltà che difficilmente verranno superate con un calciomercato taumaturgico.

Capisco che sia complicato, ma bisogna cercare di mantenere i nervi saldi e sforzarsi di passare da un ottimismo sfrenato ad un Pessimismo Cosmico di stampo Leopardiano. Nel mezzo di sta tutto, ma bisognerebbe quantomeno cercare di usare un minimo equilibrio ed osservare una classifica che tutto sommato rispecchia il reale valore della rosa fatta ad immagine e somiglianza di un mercato oculato e nulla più. Inutile tornare su discorsi triti e ritriti. Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare a testa bassa. La conferenza stampa di Spalletti alla vigilia della trasferta di Firenze è da incorniciare: che poi abbia fatto più risalto il post gara di Firenze è un altro discorso, è evidente che anche il tono acceso del tecnico abbia fatto la differenza, ma già il giorno prima l’ex allenatore della Roma aveva delineato alla perfezione la stagione nerazzurra.

Concetti chiarissimi ed incontrovertibili:

1 Juve e Napoli davanti a tutti

2 L’Inter ha accorciato il gap con le romane ( l’anno scorso l’Inter chiuse la stagione ad 8 punti dalla Lazio e 25 dalla Roma)

3 La rosa è incompleta

4 Non ci sono soldi da poter investire ( non che non ce ne sono, ma non  si possono investire )

 Concetti chiari, espressi anche con una certa crudezza,perché è fondamentale che non si perda mai di vista il punto di partenza.: solo iniziando da questo presupposto si può guardare procedere ad un’analisi completa ed accurata.

Spalletti sceglie di non adottare la strategia del pianto anzi: scaccia i fantasmi ed allontana gli alibi del perdente che spesso hanno albergato nel centro sportivo nerazzurro degli ultimi anni. L’allenatore che è parso evidentemente nervoso e ci mancherebbe che non lo fosse, reagisce da uomo e non si nasconde di fronte alle avversità, chiamando alle proprie responsabilità  un gruppo che da un mese a questa parte ha oggettivamente staccato la spina. Uno scadimento di forma può chiaramente capitare, la rosa non offre sostituti adeguati, ma questo non consente comunque di adagiarsi nella mediocrità. Serve una reazione nei singoli ma anche del gruppo,  che nelle difficoltà sembra essersi sfaldato come dimostrano le ultime annate. E proprio su questo aspetto sta lavorando fortemente Spalletti: niente alibi, comportarsi da uomini ed assumersi le proprie responsabilità, poi il resto spetterà alla Società su cui in queste settimane saranno puntati i riflettori di mercato. Società che per noi si traduce nelle figure di Sabatini ed Ausilio sui quali poggiano le speranze un po’ di tutti. L’agognato colpo che possa aiutare la squadra a risollevarsi dalle sabbie mobili della prevedibilità.

Non credo che una società si possa giudicare in maniera un po’ troppo semplicistica in base a come interviene sul calciomercato, al netto degli errori evidenti di Gabigol e Joao Mario e chi volete voi.

Perché dietro c’è un mondo che non può essere dimenticato soprattutto in base a quel ffp che oggi è un po’ la zavorra del club ed è strettamente e maledettamente collegata ad una vecchia gestione che ha finito per stritolare la società nel suo insieme. Oggi il ffp si basa su numeri che non possono non essere presi in considerazione dai tifosi. Perché con Thohir che piaccia o  no, si è iniziato a ragionare sulla parte strutturale del la società a 360°, modernizzando una struttura obsoleta ed inserendo manager giovani e dinamici che si erano messi in luce nelle aziende di provenienza.  Il marketing è stato rivoluzionato come un calzino, l’area  social media ha avuto una grande spinta tornando a sviluppare un brand che fino alla gestione precedente era andato via via sottovalutato in maniera inspiegabile. L’Inter morattiana ha avuto un demerito clamoroso: quello di non aver saputo approfittare economicamente dell’onda vincente come avrebbe dovuto, scialacquando in maniera inconcepibile un ‘Triplete’ dal quale si poteva e si doveva capitalizzare al massimo considerati gli introiti che si sarebbero potuti e dovuti ottenere.

L’Inter di oggi ha una struttura totalmente rivoluzionata e rivitalizzata: ha avuto un incremento impensabile sotto tutti i punti di vista che non è andato di pari passo con i risultati della Prima Squadra. Anche il fatturato di Suning è sproporzionato rispetto ai risultati sportivi, segno che la società sta lavorando e bene su altri aspetti meno noti ai più.

Anche la presenza  dei tifosi  San Siro ha avuto un’impennata senza precedenti a dispetto dei risultati sportivi, perché nonostante si manchi la Champions da 6 anni e nonostante la mancanza di acquisti di primo piano, i tifosi nerazzurri restano l’unica costante positiva che si tramuta nei numeri dei presenti allo stadio. Tuttavia non possiamo essere contenti di questa situazione, perché le aspettative erano ben altre solleticate peraltro da roboanti dichiarazioni della proprietà che rimandavano ai fasti dell’era morattiana. È normale che ci sia smarrimento nel tifoso che oggi non capisce il comportamento di Suning e la reale volontà di comportarsi con il club. Perché il tifoso vorrebbe i rinforzi giusti che consentano a Spalletti la possibilità di giocarsi il posto in champions fino alla fine. Per non sciupare quanto di buono fatto fino ad oggi. Invece ad oggi la sensazione è che Suning sia distaccata ed assente per colpe mai spiegate. Fino ad oggi non vi è mai stata una presa di posizione ufficiale da parte di Suning e non possono essere sempre i vari dirigenti italiani a parlare per nome e per conto della proprietà. Senza dimenticare un passaggio tanto importante quanto spesso dimenticato: Thohir. Per quanto si andrà avanti con un presidente di facciata che non è più interessato alle sorti del club se non solo ed esclusivamente dal punto di vista economico? Se uno dei punti fermi per aumentare il fatturato è lo stadio di proprietà, cosa si aspetta visto le ultime vicissitudini con i cugini rossoneri? Servirebbe un po’ di trasparenza in più da parte di Suning soprattutto in un momento dove la considerazione per il colosso cinese vacilla tra i tifosi nerazzurri. Certo non è un obbligo ma non guasterebbe se non altro per ridare serenità ad un ambiente ultimamente bloccato in tutti i sensi…

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