Inter, pagellone Primavera: Esposito è oro, ma c’è un altro pronto per la A. Colidio, top o flop?

Inter, pagellone Primavera: Esposito è oro, ma c’è un altro pronto per la A. Colidio, top o flop?

Il bilancio sulla stagione dell’Under 19 nerazzurra

di Fabio Alampi, @FabioAlampi
Sebastiano Esposito e Facundo Colidio, Inter Primavera

Si è chiusa con la sconfitta nella finale Scudetto contro l’Atalanta la stagione 2018/19 della Primaver dell’Inter: la squadra di Armando Madonna non è riuscita a replicare i successi dell’era Vecchi, ma il bilancio stagionale dei nerazzurri non può che essere positivo, seppur con tante difficoltà e tanti (troppi, ma comprensibili) alti e bassi. Con un tecnico all’esordio nella categoria e con numerosi volti nuovi, l’Inter si è comunque confermata squadra di vertice, con diversi ragazzi che hanno avuto la possibilità di mettersi in vetrina in Italia e in Europa. FcInter1908 traccia un bilancio della stagione appena conclusa.

PROMOSSI – La copertina di questa stagione non può che spettare a Sebastiano Esposito: partito con l’Under 17, l’attaccante classe 2002 si è progressivamente preso la scena anche con la Primavera, fino ad esordire con la Prima Squadra in Europa League contro l’Eintracht Francoforte. L’Inter ha tra le mani un gioiello purissimo, un talento in grado di decidere le partite con una sola giocata: la dirigenza nerazzurra lo sa bene, e intende blindarlo al più presto. Attaccante, in grado di giocare anche da esterno offensivo, da seconda punta o da trequartista, Esposito ha dimostrato di avere potenzialità fuori dal comune, e la prossima dovrà essere la stagione della conferma e della consacrazione. Chi ha dimostrato di essere pronto per il calcio dei grandi, magari già in Serie A, è Marco Pompetti: il regista nerazzurro è stato il faro della squadra di Madonna, e in questa stagione è cresciuto moltissimo in termini di personalità e capacità di lettura del gioco. Difficile, se non impossibile, trovare un sinistro preciso e educato come il suo in questa categoria, ma questo già si sapeva: ciò che ha sorpreso (in maniera positiva) è stato vedere un Pompetti che non ha mai tirato indietro la gamba quando c’era bisogno di dar man forte in fase difensiva, un aspetto fondamentale per tentare il salto tra i professionisti. Positiva anche la stagione di Thomas Schirò, che sembra aver finalmente trovato la sua posizione in campo: dopo i tentativi da trequartista e da regista, Madonna gli ha cucito addosso il ruolo di mezzala sinistra, e i risultati lo hanno premiato. Deve ancora crescere, soprattutto fisicamente, ma il tempo è dalla sua parte.

DELUSIONI – La più grande delusione della stagione non può che essere Samuele Mulattieri. Arrivato la scorsa estate dallo Spezia (con cui aveva esordito e segnato in Serie B) accompagnato da grandi aspettative, il centrocampista classe 2000 nelle idee della dirigenza dell’Inter doveva essere quello che fu Zaniolo la stagione precedente: un giocatore fuori categoria, capace di fare la differenza. L’inizio sembrava promettere bene, con due reti nelle prime tre presenze, ma ben presto Mulattieri è finito stabilmente in panchina, e nelle due gare della fase finale contro Roma e Atalanta non ha giocato nemmeno un minuto. Ma chi avrebbe dovuto e potuto fare di più è Facundo Colidio: l’attaccante argentino, alla seconda stagione all’Inter, era atteso dal salto di qualità definitivo, ma la sua annata rimane difficile da interpretare. La sensazione è che l’ex Boca Juniors si sia sentito “sprecato” in Primavera: tante le partite giocate con sufficienza, e i 5 gol segnati in campionato sono un bottino che non si addice alle sue capacità. Ma quando il livello della competizione si è alzato, ecco che il rendimento di Colidio è cresciuto in maniera esponenziale: in Youth League ha realizzato 5 gol in 5 presenze (in rete in tutte e 5 le gare disputate), è andato in rete anche nella semifinale di Coppa Italia e nella semifinale delle Final Four. La domanda sorge spontanea: quali sono le sue reali potenzialità? Considerato l’investimento importante fatto su di lui la scorsa estate sembra difficile che possa essere ceduto per realizzare una plusvalenza: l’ipotesi più probabile è che venga girato in prestito, meglio se in Italia.

DA CHI RIPARTIRE – Premesso che i 2000 sono arrivati a fine ciclo e lasceranno l’Inter (chi in prestito, chi a titolo definitivo), la Primavera nerazzurra si ritrova a fare i conti con una squadra che sarà profondamente rinnovata. La regola dei fuoriquota permetterà a tre 2000 di rimanere e comporre lo zoccolo duro della nuova squadra: se in questa stagione è toccato ai ’99 Dekic, Nolan e Zappa fare la parte degli esperti, l’anno prossimo con ogni probabilità sarà la volta di Nicola Tintori (portiere) e di due tra Flor van den Eynden (difensore centrale), Davide Grassini (terzino destro) e Maj Roric (centrocampista centrale), mentre i vari Merola, Adorante e Gavioli saluteranno. Qualche chance di rimanere per Rizzo e Corrado. Ci si aspetta molto da Edoardo Vergani, chiamato a una stagione da protagonista dopo le difficoltà e gli infortuni di quest’anno, e dai tanti 2002 pronti a mettersi in vetrina, a cominciare da Lorenzo Pirola (difensore centrale), Lorenzo Moretti (terzino destro), David Wieser (centrocampista centrale) e Nicholas Bonfanti (attaccante).

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