Inter, rivincita Perisic: esterno o attaccante, da esubero ad arma in più per Conte

Il croato si sta rivelando una risorsa preziosa per il tecnico nerazzurro

di Fabio Alampi, @FabioAlampi
Ivan Perisic, Inter

Da indesiderato a nuova risorsa, da esubero ad arma in più: è quanto sta succedendo ad Ivan Perisic, tornato all’Inter dopo il mancato riscatto da parte del Bayern Monaco. L’esterno croato ha voluto scacciare i pregiudizi sul suo conto lavorando e mettendosi totalmente a disposizione di Antonio Conte, che in questo inizio di stagione non ha avuto timore a schierarlo sia da esterno a tutto fascia, ruolo che sembrava non poter ricoprire, che da seconda punta. Una vera e propria rivincita, come scrive Tuttosport.

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DUBBI – “Quando il 22 settembre scorso, in pieno mercato e con tante voci che lo davano di nuovo in partenza, Ivan Perisic dichiarò di voler rimanere a Milano, molti tifosi dell’Inter storsero il naso: l’ala croata, in fondo, insieme agli altri “cacciati” Icardi e Nainggolan, era uno dei simboli di quell’Inter di Spalletti che aveva strappato la qualificazione in Champions nonostante uno spogliatoio spaccato“.

RIVINCITA – “Si pensava, però, che Perisic, per come era finita con Conte nell’estate 2019 – bocciato da esterno tutta fascia dopo la settimana di allenamenti nel ritiro di Lugano e cessione in prestito al Bayern dopo alcune amichevoli da attaccante -, difficilmente sarebbe rimasto comunque a Milano, invece il mercato dell’Inter, condizionato dalle cessioni e dalla necessità di acquistare elementi in altri ruoli, ha convinto sia Conte che il giocatore a riprovarci. E così Perisic ha cominciato a lavorare sui movimenti da esterno tutta fascia a sinistra come prima alternativa a Young“.

JOLLY PREZIOSO – “Perisic è stato utilizzato sempre da Conte in questo avvio di stagione giocando per lo più da esterno: titolare contro Fiorentina (non bene), Lazio (l’assist per l’1-0 di Martinez, ma sua la marcatura “debole” su Milinkovic-Savic in occasione dell’1-1), Milan (assist per l’1-2 di Lukaku, poi partita comunque timida su Calabria), Borussia Monchengladbach (benino) e Genoa (così così), subentrante col Benevento. Dopodiché le prove da attaccante: i minuti finali non esaltanti contro lo Shakhtar e le due dal primo minuto contro Parma e Real“.

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