Handanovic: “Quest’anno è un’Inter più forte. Il derby vorrei giocarlo sempre. Spalletti…”

Il portiere nerazzurro ha “incontrato” sul noto social network gli interisti e ha risposto alle loro curiosità

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Samir Handanovic è arrivato all’Inter nella stagione 2012-2013 e finora ha collezionato 188 presenze. Quello che manca al portiere nerazzurro sono i titoli che cerca da un po’ e che lo avevano spinto a dire di voler giocare la Champions quando i nerazzurri non erano riusciti ad entrare in Europa. Alla fine è rimasto a Milano e spera di riuscire a riportare la sua squadra nella maggiore competizione europea. Oggi è il protagonista, su Facebook, di un faccia a faccia con i tifosi interisti che gli porranno le loro domande. Queste le risposte:

-Come stai innanzitutto? 

Per ora bene, poi vedremo. 

-Che sensazioni hai per il derby?

Per ora è tutto normale, poi quando torneranno i Nazionali, si andrà nello specifico, si sentirà il derby un po’ di più.

-Come ci si prepara al derby con la pausa per le Nazionali?

Penso che si prepara come tutte le altre partite, i nazionali ce l’hanno tutti, alla fine sono solo due giorni per preparare il derby, si sa.

-Tutti i tuoi compagni hanno fatto bene in Nazionale…

Si ci può dare una carica per la confidenza che hanno conquistato in queste partite, bisogna che si riposino bene, alcuni hanno fatto viaggi lunghi e il fuso orario è una tra le cose che preoccupano, speriamo si riposino e siano pronti tutti.

-In difesa solo merito di Skriniar o anche di Spalletti?

Non è una sola cosa. E’ merito del mister e di tutto lo staff che lavora in un certo modo, si difende in maniera diversa. Tutta la squadra deve dare il suo contributo, si fanno quaranta-cinquanta metri che prima non si facevano là davanti. Penso sia merito della squadra e penso che ci siano margini di miglioramento in fase difensiva. 

-Qual è la migliore parata della tua carriera?

Scegliere una è difficile. Ma la parata che scelgo sempre è quella che ho fatto contro il Siena a Udine, una cosa che ho visto fare raramente e a me dà soddisfazione. 

-A quali portieri ti ispiri e che pensi dei grandi numeri uno passati all’Inter?

Non so se vi ricordate la prima volta che sono arrivato: Sarti, Bordon, tutti quelli che sono passati all’Inter io spero di continuare la loro tradizione e siamo ancora sulla stessa risposta.

-Cosa pensi della classifica, del secondo posto con la Juventus?

Abbiamo fatto dei passi avanti, ma non abbiamo ancora fatto niente, dobbiamo essere pronti e dimostrare perché le cose cambiano velocemente e se non sei pronto qualcuno ti supera e ti ritrovi i difetti di prima.

-Quando sei carico in vista del derby?

Il derby si prepara da solo, è un piacere giocarlo. Per me le giocherei sempre gare così.

-Usi spesso un cappellino nei match pomeridiani, ne hai uno che ti porta fortuna?

Non ne ho uno preferito, uso quello con il serpente che c’è nella curva dell’Inter. Lo uso sempre, è morbido e nero e quel logo mi piace, ho sempre quello in borsa.

-Differenza nel giocare i match di sera o pomeriggio?

Preferisco giocare di sera, la differenza è la presenza del sole o i campi non bagnati, queste cose qui.

-Siamo più forti delle altre stagioni?

Sì, questa è la mia sensazione di squadra.

-Mai giocato in altro ruolo?

A Calcio a cinque ho giocato sempre fuori dalla porta, ma poi ho visto mio cugino e sono diventato portiere.

-Tempo libero?

La famiglia al primo posto, mi piace leggere e giocare a scacchi.

-Gli obiettivi dell’Inter?

Non voglio porre dei limiti, abbiamo ancora tanti margini di miglioramento.

-Chi temi di più del Milan?

Ci sono tanti giocatori forti, ma non ne temo uno in particolare. 

-Avere solo il campionato è un bene o un male?

Secondo me per un anno può andare bene.

-Pensi che giocherai la CL con la maglia dell’Inter? Essere protagonisti della rinascita nerazzurra è un onore, grazie. 

Grazie a voi tifosi che ci sostenete sempre.

-Chi può fare la differenza nel derby?

Speriamo tutta l’Inter.

-Già sai fino a quando vuoi giocare? Vorresti finire la carriera all’Inter? 

Può essere un opzione, non mi pongo limiti, in futuro non si sa mai cosa possa succedere. Voglio giocare almeno fino a quaranta anni, dove e come si vedrà.

Cosa pensi dei nuovi acquisti dell’Inter?

Sono stati azzeccati, sono giocatori forti, si sono ambientanti bene e hanno personalità.

-Il primo idolo da portiere?

Innanzitutto mio cugino, poi Schmeichel.

-L’allenatore che più ti ha influenzato e fatto crescere di più?

Quello in generale o l’allenatore dei portieri? Ne ho avuto tanti, ma ha cambiato il mio pensiero Bonaiuti, ha cambiato il mio modo di allenarmi.

-Cosa pensi di Spalletti? 

Spalletti è forte, penso che ci possa dare una grossa mano e che è l’uomo giusto per l’Inter.

-Cosa pensi di Skriniar?

Basta guardarlo in TV è forte e diventerà più forte. E’ un ragazzo semplice, sembra timido ma non lo è.

-Qual è il tuo libro preferito? 

Ne leggo tanti, l’ultimo che ho letto è di Bukowski, bello tosto come piace a me. 

-Qual è l’errore che più ti fa arrabbiare?

Direi una cavolata, non so. E’ una domanda difficile a cui rispondere.

-Cosa pensa un portiere quando si trova di fronte ad uno contro uno?

Non pensa. 

-Cos’è cambiato in te da quando sei arrivato all’Inter dall’Udinese? 

Sono cresciuto come uomo e come portiere, sono arrivato in un grande club che non era in un momento esaltante. Diciamo che ho ritrovato quello che avevo all’Udinese all’Inter. Ora è tempo di crescere, è tempo che l’Inter torni l’Inter. 

-C’è qualcuno che fa gli scherzi nello spogliatoio?

Qualcuno si trova sempre, ma non faccio nomi perché non so come possono prenderla. 

-C’è uno dei compagni con cui hai un rapporto più forte rispetto agli altri?

Vado d’accordo con tutti. Sto spesso con i portieri, ma siamo un bel gruppo, andiamo molto d’accordo.

-C’è un portiere promettente in Italia?

Donnarumma, lo sanno tutti. Sfida nel derby? C’è già stata una sfida…

-Come ti trovi in Italia?

Sono qui da 14 anni, mi sento di casa ed è normale per me essere qua, ormai penso anche in italiano e quello è l’indizio più grosso.

-Da Udine a Milano, come è stato vivere il passaggio?

Per me è stato semplice perché all’inizio vivevo ad Appiano, ora sono a Milano ed è tutto più semplice. Per chi gioca non si vive molto la città, viviamo il centro di allenamento e la famiglia.

-Cosa pensi di Icardi e Perisic?

Non voglio mettere i singoli davanti alla squadra. Penso siano giocatori al top e lo stanno dimostrando, giocano anche con la loro Nazionale, non dico nulla di loro, lo sanno di più.

-Chi è più forte Messi o Ronaldo?

Messi. Lui è talento, l’altro è lavoro e per me il più forte è Messi.

-In te c’è più talento o più lavoro? 

Non sono io a doverlo dire, bisogna chiedere a chi mi ha allenato da giovane. 

Dopo il Milan c’è il Napoli, cosa ti aspetti?

Pensiamo una partita alla volta. Pensiamo prima al Milan poi al Napoli e alla Samp, bisogna sempre giocare due volte con tutti, ottobre sarà difficile come gli altri mesi, tutte le gare valgono tre mesi e cambia poco contro chi giochi, cambia se non vinci.

-Avevi sognato questa carriera?

All’inizio è tutto un gioco, poi quando cominci e capisci se ti piace arrivi a sognare e ci devi credere sennò è difficile arrivare.

-C’è stato un momento in cui hai pensato che non ce l’avresti fatta?

Ho avuto tanti momenti di difficoltà, ma mai ho pensato di non farcela. Per tutti è importante non mollare e continuare a lavorare.

-Che sensazioni hai avuto dai ragazzi della Primavera?

Non sono uno che dà tanti consigli, parlo in campo, la nostra Primavera è forte ed è un bene per loro allenarsi con loro e per noi, ci aiutano a fare buoni allenamenti. L’Inter ha sempre avuto ragazzi forti tra i giovani.

-La parata più bella nel derby?

Quella di testa di Balotelli oppure quella di Nigel de Jong che ho mandato all’angolino al novantatreesimo.

-Esulti nel derby però. Com’è vivere da lontano un gol nel derby?

E’ sempre bello, nel derby c’è più carica e adrenalina e ti esalti di più.

-Che provi quando vedi lo stadio completamente pieno nel momento del riscaldamento?

Brividi e adrenalina, specie quando giochi in casa. Il Meazza è un sogno quando è pieno.

-Quanto ti piace il calcio in generale?

Mi piace tanto, seguo tutto, seguo i giocatori che mi piacciono, ne sono innamorato.

-Ci sono altri sport che segui?

No, mi piacciono solo gli scacchi in più rispetto al basket.

-Quanto ti aiutano gli scacchi nel calcio?

E’ come la meditazione, in quel momento si ha solo solo un pensiero. Non hai tempo per pensare ad altre cose.

-C’è un club estero che ti piace molto?

Mi piace vedere la Premier League, il City, il Chelsea, questi club qui.

-Quanto per difendere serve aiuto da parte di tutta la squadra?

E’ il calcio moderno, devono difendere tutti e attaccare tutti e bisogna quindi essere vicini di reparto, bisogna muoversi tutti insieme.

(Fonte: inter tv)

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