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Nainggolan: “In debito con Spalletti e con l’Inter. Icardi? Gli ho detto ciò che pensavo, su Dzeko…”

Andrea Della Sala

Un po’ pensa già alla sua prima volta da ex contro la Roma? 

«Ancora no. Sono sereno». 

 

Quali emozioni si aspetta di vivere sabato? 

«All’andata, all’Olimpico, ho… lasciato perdere e non ho voluto giocare (ride, ndr). Ero infortunato purtroppo… A Roma ho vissuto anni indimenticabili e ho tanti ricordi belli: la scorsa stagione abbiamo raggiunto obiettivi importanti, ma le avventure finiscono e se ne aprono di nuove. Quello con l’Inter è un altro capitolo bello e ora penso solo a far bene qui». 

 

Che effetto le fa non vedere più alla Roma Monchi, colui che ha contribuito alla sua cessione? 

«Con lui avevo un rapporto aperto: riuniva spesso i 6-7 giocatori più rappresentativi e tutti insieme parlavamo di come fare il meglio per la società e la squadra. Mi sentivo un calciatore importante. Poi, però, ho saputo le cose che diceva di me e quelle mi sono piaciute meno... Tre giorni dopo il suo addio alla Roma, la squadra di cui diceva di essere innamorato, era già d’accordo per tornare a Siviglia. Per me questo dimostra molte cose... Senza di lui ipoteticamente avrei potuto essere ancora là o anche in un’altra squadra perché magari la Roma mi voleva mandare altrove. La mia destinazione (l’Inter, ndr) però l’ho scelta io perché Spalletti ha spinto per avermi ed è stata la decisione giusta».  

 

Le dà fastidio ascoltare tanti giudizi poco lusinghieri sull’operazione che ha portato lei all’Inter e Zaniolo alla Roma? 

«Per me non è un problema perché ognuno ha la sua carriera. Io ho giocato 10 anni ad alto livello, 9 bene e questo così così. Lui ha fatto 20 partite in A, 18 buone… E’ normale che si parli bene dei giovani ai quali adesso tutto viene servito su un piatto d’argento, mentre prima un ragazzo doveva dimostrare molto di più, anche solo per arrivare in Serie B. Sono contento per lui e gli auguro il meglio perché non sono invidioso di nessuno. Io penso alla mia carriera e stop. E’ facile fare una stagione buona, ma vediamo tra 10 anni...». 

 

Alla luce del legame che ha con Totti, sarebbe contento se Francesco avesse un ruolo chiave nel futuro della Roma? 

«Lo spero. Anche senza un ruolo importante, però, lui rappresenterà sempre e a prescindere la Roma. Non ha bisogno di una carica più o meno importante per dimostrare chi è. Gli auguro il meglio perché gli voglio bene».  

 

Firmerebbe per l’Inter terza e la Roma quarta a fine campionato? 

«Subito. Sono rimasto in buoni rapporti con tanti miei ex compagni e mi farebbe piacere vederli felici». 

 

Sabato chi sarà il primo che abbraccerà e con chi scambierà la maglia? 

«Se dovessi scambiarla con tutti quelli a cui voglio bene, avrei bisogno di venti maglie. Negli scorsi giorni nella Capitale ho visto Kolarov e Manolas, e avrei dovuto incontrare anche Dzeko che però aveva un impegno. Quando fai una stagione come la scorsa nella quale raggiungi la semifinale di Champions, finisci per condividere un’esperienza talmente importante che i legami si rafforzano e rimangono per sempre». 

 

Se Dzeko la chiamasse per chiederle come si vive a Milano, cosa risponderebbe? 

«Prima di venire all’Inter, io sapevo già com’era Milano. Lo stesso vale per lui». 

 

Consiglierebbe all’Inter di acquistare Edin? 

«Queste non sono cose che dovete chiedere a me. Come giocatore, anche se ha 33 anni, lo vedo bene, perché ha un valore indiscutibile, dà tutto per i compagni e segna tanto. Quest’anno può sembrare in calo perché i risultati della squadra ti portano un po’ giù, ma non è così». 

 

Esulterà se segnerà contro la Roma? 

«No». 

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