Repubblica: “Il campionato può finire qui: c’è chi non vuole più giocare”. Lo scenario in Lega

Repubblica: “Il campionato può finire qui: c’è chi non vuole più giocare”. Lo scenario in Lega

Il quotidiano spiega le opinioni distinte in Federcalcio

di Marco Astori, @MarcoAstori_

“Chiuso qui il campionato?”: è questo l’interrogativo che si pone Repubblica in merito al prosieguo del campionato italiano, ormai fermo da quasi un mese a causa dell’emergenza Coronavirus. Il quotidiano risponde anche a questa domanda, dipingendo così l’attuale scenario in Federcalcio: “Possibile. Molti stranieri sono andati all’estero e chissà quando tornano. Il coronavirus ormai è un problema mondiale, non solo italiano (o cinese). Fra i venti club della serie A c’è chi vuole tornare in campo a tutti costi, magari giocando a giugno e luglio (fra questi c’è anche De Siervo, ad della Lega) ma c’è anche pensa, e forse anche spera, che la stagione sia chiusa qui. La Lega di serie A, come al solito, ha “anime” diverse. Alcuni club hanno fatto i loro calcoli, non avendo più traguardi da raggiungere quest’anno se non si tornasse a giocare le ultime 12 giornate potrebbero risparmiare sullo stipendio dei giocatori.

Proprio così, il costo del lavoro è altissimo e alcune società si sono accorte di aver sbagliato i loro piani. Si spera che ne tengano conto in futuro quando (tutto) il mondo del calcio ne uscirà ridimensionato. Altri club con la classifica attuale inoltre sarebbe salvi – prosegue Repubblica -, o in zona Europa. Altri ritengono che non è il caso di rischiare e sarebbe meglio tornare a giocare solo a “contagi zero”, quindi (se va bene) a settembre. La pattuglia degli irriducibili, guidata da Lotito, che sperano di andare in campo di nuovo ai primi di maggio (o mal che vada a giugno) e vorrebbero iniziare ad allenarsi il più presto possibile ormai si sta assottigliando sempre di più. Ognuno guarda i propri interessi, anche se questi temi non sono stati mai affrontati a livello di assemblea.

Dal Pino e De Siervo cercano di fare gli interessi di tutti i venti presidenti. Impresa non facile. C’è ad esempio da comunicare all’Uefa le squadre da ammettere alle Coppe europee e il compito tocca a Gravina: ci sono varie correnti di pensiero. Chi vorrebbe scegliere il ranking Uefa, chi preferirebbe tenere in conto delle quattro che hanno partecipato quest’anno e chi invece vorrebbe mandare in Europa le prime quattro della classifica di quest’anno al momento dello stop. Si terrebbe conto quindi dell’ultima classifica completata, cioè con tutte le squadre che hanno giocato lo stesso numero di partite? Potrebbe essere la linea prevalente, anche se manca una regola. Ma il problema in Lega, almeno in maniera ufficiale, non è mai stato affrontato”.

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