San Siro demolito in 235 giorni: i dettagli del piano di Inter e Milan per il nuovo stadio

San Siro demolito in 235 giorni: i dettagli del piano di Inter e Milan per il nuovo stadio

I due club hanno preso una decisione: del Meazza non resterà più alcuna traccia

di Fabio Alampi, @FabioAlampi
San Siro

Inter e Milan non intendono fare marcia indietro: l’intenzione dei due club è quella di costruire un nuovo stadio che prenda il posto dello storico Meazza, come apertamente comunicato al Comune di Milano. L’edizione milanese del Corriere della Sera spiega passo dopo passo come avverrà la demolizione di San Siro: “Se il progetto del nuovo stadio di Milan e Inter dovesse andare in porto, la scomparsa del glorioso San Siro avverrà in 235 giorni. Otto mesi di lavori dove prima sparirà il primo anello, poi toccherà al secondo, al terzo alle torri alle coperture. Fino a estirpare le fondazioni e cancellare per sempre le tracce della Scala del calcio. Come se San Siro non fosse mai esistito“.

FASE 1 – “Si parte con quello che nel gergo tecnico viene chiamato soft strip out, ossia la rimozione di tutti gli elementi non strutturali: gli impianti, ma anche le porte, i controsoffitti, gli elementi di arredo, le pareti divisorie“.

FASE 2 – “L’attacco allo scheletro è il passaggio successivo, ma prima di«decostruire» (è il titolo del capitolo del dossier dedicato alla demolizione, più adatto a un libro di filosofia che a uno studio di fattibilità) la storia del calcio italiano bisogna mettere in atto tutti quegli accorgimenti fondamentali per limitare le emissioni delle polveri e il rumore che la demolizione di uno stadio comporta. Si procederà con le lance nebulizzatrici capaci di ridurre fino al 90 per cento l’abbattimento delle polveri. Se non basterà si useranno i Cannon fog, veri e propri cannoni che sparano acqua e aria. Per il rumore verranno utilizzati dei pannelli fonoassorbenti. Un escavatore di grossa taglia (400 quintali) emette circa 90 decibel nelle immediate vicinanze dei lavori che scendono a 56 a distanza i cento metri. Qualora il rumore superasse i limiti verrà richiesta una deroga al Comune“.

PRIMO ANELLO – “La decostruzione è un viaggio a ritroso nel tempo perché il primo compito della flotta di macchine con frantumatore sarà quello di attaccare il primo anello realizzato tra il 1925 e il 1926. […] Si parte da qui, dal primo anello. Per velocizzare i tempi verranno messe in campo molte macchine frantumatrici. Le macerie verranno accumulate alla base del secondo anello per permettere alle macchine di posizionarsi a una quota superiore“.

SECONDO ANELLO E TORRI PRINCIPALI – “Questa sarà l’ulteriore fase di demolizione. Verrà realizzata con macchine a braccio lungo. Lo stadio si spoglia: restano in piedi le 11 torri (4 principali, 7 secondarie) che supportano la copertura e le gradinate del terzo anello. Bisogna aspettare il 1987 e Italia 90 per vedere il terzo anello e la copertura di tutti i posti a sedere. Per sorreggere l’anello vengono costruite le torri, quattro di queste sostengono le quattro travi di copertura. Quelle sul braccio corto pesano 1.600 tonnellate. Difficile smontarle in blocco. La scelta è quella di tagliarle a pezzi per favorirne lo smontaggio avendole prima puntellate“.

TERZO ANELLO E TORRI SECONDARIE – “A quel punto si passerà alla demolizione delle gradinate del terzo anello e al taglio delle travi. Tocca poi alle torri secondarie che verranno smontate grazie a macchine escavatrici a braccio lungo. Cosa resta a questo punto? Le quattro grandi torri che reggono la copertura dello stadio che da sola pesa 20 mila tonnellate. Impensabile smontarle a pezzi. La soluzione sarà quella di calare a terra l’intero graticcio grazie a un sistema idraulico che lo porterà dai 50 metri di altezza a 5. A quel punto entrano in azione escavatori dotati di cesoie che come tanti piranha faranno a pezzi il metallo“.

LE FONDAMENTA – “Ora non resta che l’ultimo atto. Demolire le fondazioni. Serviranno dei macchinari dotati di grossi «martelloni» per «picchiare» i dadi di fondazione. Come una campana quel colpo di «martellone» segnerà la fine di San Siro che per quasi un secolo ha raccontato la bellezza del calcio ai tifosi di tutto il mondo“.

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