Solo 2 strade per il Paradiso, ET sceglie la più incerta: 5 anni bastano per l’elite?

Solo 2 strade per il Paradiso, ET sceglie la più incerta: 5 anni bastano per l’elite?

di Alessandro De Felice

Troppo ottimisti o semplicemente poco realisti, sta di fato che – purtroppo – dei tanti proclami promulgati a voce alta, nessuno ha poi conosciuto la concretezza necessaria a donare credibilità al verbo. 

“Lotteremo per un posto in Champions”; “l’Europa League è l’obiettivo minimo,”; “l’Inter entrerà nella top ten ten del mondo nei prossimi 5 anni”. A questi appelli passati si è aggiunta un’altra dichiarazione più recente: “l’anno prossimo saremo da scudetto” 

Dai vertici societari ai calciatori, nessuno ha risparmiato di indorare l’amara pillola al tifoso nerazzurro, preso di peso e posto nella peggiore condizione possibile: credere solo a quello che vedono i propri occhi o fidarsi ciecamente di quello che ci raccontano. Ma il tempo è galantuomo e lentamente le magagne si sono palesate presentando gli interessi, l’Inter è una squadra costruita male nelle fondamenta, priva di leader e soprattutto lontana anni luce dalle migliori d’Italia, figurarsi dalle top del mondo. 

Il progetto nerazzurro tarda a decollare e visti i fallimenti dell’ultima stagione, qualcuno dai piani alti dovrebbe probabilmente ristabilire i tempi, che inevitabilmente rallenteranno, dato che l’Europa quest’anno è solo un miraggio. C’è molta fiducia nella costruzione di una squadra competitiva già a partire dal prossimo giugno e ci sono due strade per giungere alle vette più elevate dell’Olimpo: indovinare almeno due acquisti a stagione per 3 anni consecutivi o investire in modo massiccio su calciatori già affermati e in grado di fa compiere immediatamente alla squadra il salto di qualità. L’Inter sembra orientata ad intraprendere il primo sentiero, ma onestamente, i 5 anni spesso nominati da Thohir sembrano pochissimi per raggiungere club che in questo momento spendono e spandono. Un pizzico di realismo in più non guasterebbe, anche se il calcio non è una scienza esatta e nel giro di pochi anni potrebbe capovolgersi tutto. Certo, ci sono il Fpf finanziario e un rosso in bilancio che spingono il club all’oculatezza, ma questi due fattori negativi vanno tenuti in considerazione in ogni caso, per questo motivo – per arrivare a competere con le migliori – sembrano necessari molti anni in più di quelli indicati dal presidente nerazzurro. Sarebbe più giusto puntare innanzi tutto alla competitività da raggiungere tra le mura nazionali. Sarebbe già un bel traguardo. 

Ancora oggi, in sostituzione dei superficiali Ranocchia e Juan Jesus, vengono proposti nomi come quello di Murillo. Ma siate onesti, qualcuno lo conosce così bene da poterci scommettere senza esitare? Murillo è quel leader difensivo che tanto serve alla nostra Beneamata o l’ennesima scommessa da vendere ai tifosi come acquisto di un certo livello? Tutti speriamo che il difensore colombiano possa presentarsi al calcio italiano nelle vesti di campione, ma ad oggi è poco più che uno sconosciuto. Nonostante tutto, in molti, vedono già in lui la scialuppa di salvataggio per questa retroguardia alla deriva. Ma la verità è che quando si scommette può andar bene, ma potrebbe anche andare male. 

La prossima stagione sarà fondamentale per la credibilità di molti addetti ai lavori: il 2015-2016 sarà la stagione da non sbagliare. Perché in questi mesi di promesse non mantenute i tifosi nerazzurri hanno appuntato ogni singola parola, virgole e punti compresi. L’Inter dovrà lottare per lo scudetto, questo è quanto ci hanno detto, sta a noi crederci ad occhi chiusi o valutare i dati di fatto. Nel giro dei prossimi quattro mesi tutto sarà molto più definito e ognuno avrà elementi sufficienti per comprendere l’andazzo. 

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