Tifosi Partizan a FCIN1908: “Non siamo violenti, le teste calde danneggiano anche noi. Vogliamo…”

Tifosi Partizan a FCIN1908: “Non siamo violenti, le teste calde danneggiano anche noi. Vogliamo…”

Dal nostro inviato Riccardo Fusato

di Riccardo Fusato, @FusatoRiccardo

In occasione della partita di questa sera allo Stadio Meazza, tra l’Inter ed i serbi del Partizan Belgrado, serpeggia molta preoccupazione tra le forze dell’ordine, per il comportamento che potrebbero avere i tifosi ospiti, spesso etichettati come una delle tifoserie più violente in europa. Abbiamo incontrato per le vie di Milano un gruppeto di tifosi serbi che hanno respinto in maniera categorica una simile etichetta. Ecco cosa hanno detto alcuni di loro direttamente a FcInter1908.it:

Luiz: “Siamo qui a Milano per vedere giocare a calcio la nostra squadra. Sono emozionato perchè è la prima volta che vengo a S.Siro, figuriamoci se penso a fare casini. Il mio unico sogno e sedermi in quello stadio”.

Andrej: “Sei l’unico giornalista che stamattina ci ha avvicinato e ti ringrazio. Sono qui con i miei due figli e volevo ribadire che nessuno di noi vuole creare problemi. In tutte le tifoserie ci sono teste calde, forse noi ne abbiamo qualcuno in più, ma ti assicuro che è difficile anche per me spiegare ai miei figli che siamo ritenuti la tifoseria peggiore d’Europa”.

Pianej e Sigmund (marito e moglie, tra l’altro, in un italiano perfetto): “Siamo molto scossi. Alla frontiera ieri sera ci hanno trattato malissimo. Ci vedevano come teppisti, ma noi siamo gente onesta. Io ho fatto gli straordinari al lavoro per regalare a mia moglie questa trasferta. Vi assicuro che da parte nostra non esiste nessuna voglia di andare a creare problemi. Stasera sarà una partita contro una delle squadre più forti del mondo. Ci batteremo con tutte le nostre forze affinchè non succeda nulla e sono sicuro che sarà cosi’. Dillo a tutti mi raccomando. Tutti oggi ci guardano male, come se avessimo la peste, ma tu puoi puoi vedere che siamo pacifici. Parlo l’italiano, perchè mio padre ha lavorato per anni in Friuli e lo parlava in casa. Mia mamma è di Monfalcone, io amo l’Italia.”

Si ringraziano i tifosi del Partizan per la disponibilità!

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